• martedì , 24 Novembre 2020

Non chiamateli tifosi

Gli Europei 2016, organizzati in Francia , sono forse quelli con il più alto rischio di attacco terroristico, alla luce di quanto successo il 28 Novembre 2015 , quando Parigi fu sconvolta da una serie di attacchi in vari luoghi pubblici della città.

Quindi sono stati spesi milioni di euro per la sicurezza di questo evento, una delle più importanti competizioni calcistiche,  con 24 squadre di nazioni partecipanti composte dai migliori calciatori dell’ambito europeo. Tuttavia, pur avendo investito molto per sventare il pericolo terrorismo, con città “militarizzate” e rigidissimi controlli dentro e fuori dagli stadi, questo europeo mostra molte falle nell’organizzazione e nella sicurezza.

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Per 48 ore, tra il 10 e l’11 giugno, la città di Marsiglia è stata messa a ferro e fuoco dagli scontri tra hooligans inglesi, ultras russi, alcuni tifosi francesi e la polizia che ha tentato invano di arginare la furia di queste “tifoserie”. Non solo all’esterno, dove numerosi dehor di bar e ristoranti sono stati distrutti e incendiati, e le sedie usate come oggetti contendenti, ma anche all’interno dello stadio si sono verificati tafferugli tra russi e inglesi al termine della partita Russia-Inghilterra finita 1-1. Questa situazione sarebbe stata però evitabilissima. La partita infatti era già considerata a rischio di scontri tra le tifoserie, che sono infatti tra le più “calde” e già in molte altre occasioni avevano dato prova delle loro violenza.

Per questo quindi bisognava controllare l’afflusso dei tifosi ed isolarli non permettendo che le due fazioni si incontrassero. Anche la scelta del luogo della partita non è stato azzeccato. La zona del Porto Vecchio di Marsiglia, dove si sono verificati la maggior parte degli scontri, ha infatti una forma ad imbuto e perciò, una volta dentro, i tifosi si sono trovati schiacciati tra loro e per le forze dell’ordine è stato ancora più complicato tentare di liberare la zona a causa delle strette stradine della parte vecchia di questa città.

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Tuttavia sicuramente l’errore organizzativo più grave è stato quello di non vietare la vendita di alcolici, che fin dalla mattina sono quindi stati consumati in grandi quantità da russi e inglesi, da sempre  riconosciuti per la loro dedizione all’alcool. E questo ha fatto degenerare la situazione.

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Anche se in pochi anni negli stadi inglesi è stato riportato l’ordine ed il controllo sugli spalti, rendendo le partite uno spettacolo a cui possono anche assistere le famiglie; appena escono dai loro confini i tifosi inglesi si ritrasformano in delinquenti. La soluzione quindi per risolvere il problema di queste persone che rovinano il calcio consiste non solo nel punire la federazione con una multa o squalifica, punendo così il collettivo e immancabilmente anche i tifosi civili, ma anche nell’impartire punizioni rigidissime ai singoli colpevoli, che possono anche essere facilmente individuati dalle moltissime telecamere presenti negli stadi, per risolvere il problema alla radice.

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