• domenica , 29 Novembre 2020

IL TERRORE UCCIDE L'UOMO

L’ennesimo attentato terroristico colpisce il territorio turco. Stavolta la vittima è Istanbul: circa 50 morti e 60 feriti all’aeroporto internazionale di Ataturk. È una strage. A causarla è un commando di 7 terroristi: tre si fanno esplodere, altri tre sono attualmente in fuga, solo uno viene arrestato. I media si dividono nell’attribuire la responsabilità di tale attacco all’ISIS o al PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan). In ogni caso non sarebbe la prima volta che i membri di queste due organizzazioni terroristiche attaccano la Turchia.

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È quasi all’ordine del giorno leggere di persone innocenti che perdono la vita in Turchia solo perché i fondamentalisti islamici o i ribelli curdi decidono di mandare qualche folle a farsi esplodere in piazze e aeroporti. Sono mesi, anni ormai che si leggono notizie di stragi causate da attentati. Ora, come dice il presidente della Turchia Erdogan, spetta ai governi di tutta Europa e dell’Occidente il compito di aprire gli occhi e combattere il terrorismo. Ai cittadini quello di combattere il terrore.

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Certo ci fa paura sentire di persone a tal punto convinte delle proprie idee e accecate dai propri ideali da farsi esplodere, ma è proprio quello l’obiettivo a cui il terrorismo tende: il terrore. Ed è questa la trappola in cui non si deve cadere, l’ostacolo da superare: non dobbiamo permettere ai terroristi di limitare la nostra libertà, di cambiare la nostra vita. Non si deve temere il terrorismo, dunque, non ci si deve rinchiudere dentro casa per paura dell’ISIS, perché si farebbe il loro gioco, ma bisogna continuare a camminare a testa alta, a vivere come sempre, ad andare allo stadio senza la preoccupazione che possa crollare tutto a causa di un’esplosione, ad andare a ballare senza il timore che qualcuno ci spari addosso, ad esprimere il proprio pensiero, anche critico, sulle pagine di un giornale.

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Ma c’è un altro pericolo, oltre alle autobombe e ai kamikaze, alle sparatorie e agli omicidi spietati. È un pericolo meno evidente, ma assolutamente reale. Un pericolo che non riguarda i terroristi, ma noi. Un pericolo di cui non ci rendiamo conto o di cui, forse inconsapevolmente, fingiamo di ignorare l’esistenza. Il cittadino europeo corre il grandissimo rischio di abituarsi agli attacchi terroristici e alla morte di innocenti. E abituarsi significa lasciarsi scivolare le notizie addosso, significa dimenticare, significa cadere nell’indifferenza. Ma non possiamo abituarci alla morte, non possiamo considerare una cosa normale solo perché frequente. Il terrorismo uccide gli uomini e uccide l’uomo, perché limita la sua sensibilità. I terroristi fanno attentati agli uomini e attentano all’umanità.

 

 

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