• martedì , 11 dicembre 2018

IL FUTURO DEI CITTADINI

Lo spostamento dalla campagna alla città è avvenuto sempre in modo lento, graduale, quasi impercepibile. Questa “migrazione”, termine che vuole indica la disparità e la differenza culturale tra cittadini e campagnoli, è iniziata secoli fa e continua ad essere oggetto d’attenzione e di discussione sia tra gli studiosi, sia tra i curiosi e i polemici.

La città, idolatrata da tutti come il cuore pulsante della società e portatrice di tutto ciò di cui la società ha bisogno, secondo l’opinione comune continuerà a recitare il ruolo di protagonista negli anni a venire ed entrerà in una sorta di simbiosi con l’uomo creando un legame tanto forte quanto vincolante. Infatti presto le città controlleranno e influenzeranno l’uomo, non più viceversa tanto diventeranno indispensabili.

Secondo gli studi infatti circa due terzi della popolazione mondiale nel 2050 due terzi della popolazione mondiale vivrà nelle città. Per questo è particolarmente importante per i centri urbani non farsi cogliere impreparati in vista di questo tanto sbandierato incremento della popolazione. Migliori infrastrutture, rinnovamento delle politiche, sicurezza dell’ambiente: questi sono progetti che le città devono attuare per prepararsi al meglio ai futuri cambiamenti. Un sondaggio condotto dalla società di consulenza AT Kearney ha classificato 125 città in base alle opportunità che danno, alle loro prestazioni attuali e alle migliorie in ottica futura. AT Kearney ha tenuto conto delle seguenti categorie per classificare i centri: benessere personale, economia, innovazione e governance.

Vancouver

Di seguito le prime 25 città della lista

1 San Francisco
2 New York
3 Boston
4 Londra
5 Houston
6 Atlanta
7 Stoccolma
8 Amsterdam
9 Monaco
10 Zurigo
11 Chicago
12 Sidney
13 Parigi
14 Berlino
15 Melbourne
16 Ginevra
17 Singapore
18 Toronto
19 Tokyo
20 Dallas
21 Los Angeles
22 Bruxelles
23 Taipei
24 Copenaghen
25 Vancouver

Berlino

Le grandi protagoniste di questa classifica stilata in base ai criteri sopracitati sono le città americane con un podio tutto a stelle e a strisce, cinque centri urbani tra i primi sei e otto totali tra le prime venticinque.

Non sfigura nemmeno l’Europa che vede 10 delle proprie città in questa speciale classifica. Nessuna di queste però è italiana. I motivi sono tanti e non devono stupire. Molte sono già considerate all’avanguardia e molte contano già diversi milioni di abitanti, quindi possiedono le caratteristiche e le infrastrutture per poterne ospitare ancora. L’Italia invece per ragioni turistiche e per non tradire la sua tradizione cerca di ricoprire molti dei suoi centri con una patina di antichità. Inoltre in Italia non c’è stato il fenomeno che porta al sovraffollamento di una singola città (come Londra e Parigi). Basti pensare che la città di Roma, capitale d’Italia, conta poco più di tre milioni di abitanti mentre Londra supera i dieci milioni. Quindi le città italiane non sono in grado di reggere agevolmente come altre l’incremento di popolazione che porteranno gli anni futuri.

Per finire, nella classifica compaiono solamente quattro città asiatiche (Tokyo,Taipei, Singapore e Melbourne) di cui nessuna indiana o cinese. Infatti la Cina o l’India nonostante siano tra gli stati più popolati al mondo non danno tutte le garanzie dal punto di vista ambientale e del benessere umano. Ciò fa capire che non serve che una città sia grande e ricca se non riesce a dare ai suoi cittadini le garanzie minime per una vita decorosa.

Parigi

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