• mercoledì , 30 Settembre 2020

Minaccia Zika, le Olimpiadi a rischio

Il virus Zika si sta espandendo anche in Europa, la più grande minaccia sono le Olimpiadi 2016 che si svolgeranno in Brasile. Zika è stato isolato per la prima volta nel 1947 nella foresta sudamericana Zika, da cui il virus prende il nome. Esso viene trasmesso tramite la puntura di una zanzara del genere Aedes diffusa nei climi temperati Le conseguenze di questa minaccia non sono tuttora chiare agli scienziati che stanno cercando una cura per il virus. I sintomi delle persone affette sono una lieve febbre che talvolta non si manifesta, ma si ritiene che sia la possibile causa dell’aumento dei casi di microcefalia nei neonati. Dallo scorso ottobre sono stati registrati in Brasile 14.700 casi di microcefalia. Da uno studio eseguito e pubblicato sulla rivista “The Lancet  Infectious Diseases” è nato il sospetto che l’infezione possa provocare la Sindrome di Guillain-Barré in cui il sistema immunitario attacca quello nervoso causando la paralisi; questo fenomeno era stato diagnosticato in cinque pazienti con una grave malattia paralizzante. Non è ancora stato trovato un vaccino per questa minaccia, l’unica misura preventiva applicata è l’eliminazione delle pozze d’acqua e la disinfestazione temporanea dalle zanzare presenti nel  paese che ospita le Olimpiadi 2016.

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Fino ad oggi i Giochi olimpici sono stati rimandati soltanto a causa delle guerre (Berlino 1916, Tokyo 1940, Londra 1944) ma si è aperto un aspro dibattito se spostarle, trasferirle o addirittura cancellarle.

Il gruppo di ricercatori del virus Zika ha esplicitato la propria preoccupazione e l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che il virus è un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale. Poco più di un mese fa è stato dimostrato il legame tra il virus e la microcefalia presente nei bambini appena nati. Nonostante ciò l’OMS, strettamente legata al CIO, Comitato Olimpico Internazionale, ha respinto la richiesta proposta di rimandare le Olimpiadi affermando che gli spettatori stranieri, tra I 100.000 ed i 500.000, non sono rilevanti rispetto ai 6.000.000 di turisti che visitano il Brasile ogni anno e anche ai 9.000.000 di brasiliani che viaggiano all’estero. Le indicazioni dell’OMS sono di seguire le raccomandazioni di salute pubblica nei viaggi, sconsigliando vivamente alle donne incinta di partire per le zone colpite dal virus Zika, di scegliere alloggi con aria condizionata e di non visitare zone in precarie condizioni igieniche.

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Un altro problema di cui si sta dibattendo riguarda i partecipanti ai Giochi. Non è sufficiente proteggersi dalle zanzare portatrici di Zika senza un vaccino. Molti atleti sono combattuti tra il decidere di partecipare alla manifestazione sportiva, che si terrà tra il 5 e il 21 agosto, o rinunciare. Tania Cagnotto, la tuffatrice di Bolzano, ha espresso le sue preoccupazioni per la situazione sanitaria in Brasile; l’azzurra ha manifestato il desiderio di voler avere un figlio ma, non essendoci ancora un vaccino, il rischio per i nascituri è molto grande. Le Olimpiadi si faranno egualmente ma la paura che il virus si diffonda dal Brasile, si sono verificati casi anche in Europa, allarma le persone e i medici che trattano di medicina etica: 152 medici ed esperti di tutto il mondo hanno firmato una lettera aperta in cui chiedono che le Olimpiadi non si svolgano come previsto.

 

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