• mercoledì , 23 Settembre 2020

No rain no beer

Amsterdam: città nota per il museo di Van Gogh, la casa di Anna Frank, i mulini, i variopinti tulipani e, perché no, anche per la pioggia. Infatti sono sempre più violenti e frequenti i nubifragi che si abbattono sul territorio olandese. Sembra diventare ormai necessaria la realizzazione di nuove dighe, il rafforzamento della costa del mare del Nord e la costruzione di canali per ridurre la minaccia di inondazioni. Il rischio per i Paesi Bassi è quello di sparire dalle cartine geografiche. Per evitare che ciò avvenga, già nel 1953, a seguito della terribile inondazione del mare del Nord che causò la morte di 1850 persone e la perdita di 10 000 capi di bestiame, è stato mobilitato il Piano Delta, con l’obiettivo di incrementare la sicurezza nel territorio.

No rain,no beer 1

E’ stato creato però anche un altro progetto, al quale può collaborare chiunque e con piccoli e semplici accorgimenti. Il progetto Amsterdam Rainproof mira proprio a trasformare Amsterdam in una città-spugna, che non si piega di fronte ad un nubifragio, ma anzi che assorbe ogni goccia possibile, facendo si che non si ingrossino i canali o si riempiano le strade. Quando l’acqua scorre giù dai tetti e dalle case infatti è proprio in quei punti che tende a raccogliersi. Ridurre la superficie pavimentata per lasciar spazio a giardini che meglio assorbono l’acqua, la creazione di piccoli stagni artificiali, l’utilizzo dei barili sono solo alcune delle idee consigliate dal progetto. Ed è partendo da questo progetto che è nata la Hemelswater, l’Acqua del Paradiso, una birra realizzata interamente con l’acqua piovana e disponibile al prezzo di 2,50 euro a bottiglia.

No rain, no beer 2

Il lampo di genio lo ha avuto un giovane imprenditore di 37 anni, Joris Hoebe, il quale, insieme a quattro studenti della Facoltà di Scienze Applicate dell’Università di Amsterdam e grazie all’installazione di due grandi cisterne nel medesimo ateneo, sono riusciti con le piogge del mese di maggio a raccogliere 1000 litri d’acqua. Dopo un’attenta depurazione e la collaborazione della ditta produttrice di birra De Prael, sono riusciti a dare vita ad una bevanda alcolica dal gusto leggero e fruttato. Il motto di questa birra nasce quindi da solo: no rain, no beer. Ma Hoebe vede lontano e vorrebbe che a salire a bordo della sua iniziativa fossero gli stessi baristi e ristoratori, che, posizionando dei bidoni sul tetto dei loro locali, permettessero di raccogliere maggiori quantità d’acqua, al fine di produrre non solo birra ma anche bevande analcoliche e zuppe.

No rain, no beer 3

Un esempio di come poter sfruttare risorse della natura, aiutare l’ambiente e avere nel contempo un ritorno economico.

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