• domenica , 27 Settembre 2020

Pokemon Go, fantasia nella realtà

Pokemon Go è l’ultima incarnazione della fortunata serie Pokemon. L’app sviluppata da Niantic e Nintendo è disponibile gratuitamente per Iphone e Android. L’applicazione  richiede una continua interazione con l’ambiente circostante per cercare e catturare tutte le creature del gioco. Rispetto alle precedenti versioni del gioco, in Pokemon Go, le creature non si trovano esplorando dei territori virtuali con il proprio personaggio, bensì andando in giro nel mondo reale, armati di smartphone. I mostriciattoli compaiono attorno a noi, grazie ad una sovrapposizione in realtà aumentata fra la mappa del gioco e Google Maps.

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A meno di 48 ore dal lancio ufficiale, avvenuto in Giappone, Australia e Stati Uniti, Pokemon Go è schizzato ai primi posti delle classifiche degli store virtuali (Apple Store e Play Store), dove si è guadagnato anche il titolo di app più redditizia: se per scaricarla e giocarci non serve scucire nemmeno un euro, gli sviluppatori hanno puntato sul tipico modello “free to play”, con la possibilità per i giocatori di spendere piccole somme di denaro per l’acquisto di oggetti speciali e secondari. Il motivo di questo successo immediato che è destinato a durare nel tempo è molto semplice: Pokemon Go riesce nell’impresa di unire una tecnologia ancora poco conosciuta dal grande pubblico, come la realtà aumentata, a un fenomeno già globale, come i Pokemon, che in vent’anni di attività e 24 videogiochi hanno venduto circa 260 milioni di copie, dando vita a un brand che nel tempo ha generato fatturati per 40 miliardi di dollari.

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Tuttavia molte persone vedono questa applicazione come un rischio su vari fronti, per esempio, viene considerata come l’ennesimo tentativo delle grandi corporation di invadere la nostra privacy, definendo il controllo tramite gps come sorveglianza del capitalismo. Inoltre  Pokemon Go rappresenta una minaccia alla sicurezza stradale, visto che già si contano i primi incidenti. Sono ragazzini che si buttano in strada con la testa tra i Pokemon e automobilisti che danno loro la caccia stando al volante. Addirittura questo gioco viene visto con sospetto dal governo cinese che sarebbe preoccupato dal fatto che il sistema gps possa indirettamente fornire alla giapponese Nintendo e alla statunitense Google informazioni sensibili quali, ad esempio, la posizione delle basi militari sul territorio cinese, facendo individuare le aree a cui i giocatori non riescono ad accedere seppure popolate di Pokemon.

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Considerando il lato positivo, la caccia ai mostri scatenata da Pokemon Go ha spinto un ospedale infantile americano in Michigan a scegliere di utilizzare l’app per stimolare i piccoli ricoverati in cura per lunghe terapie a muoversi e spostarsi dalle proprie stanze, ma anche ad interagire tra loro nei corridoi, dove prima non scambiavano una parola. La caccia ai Pokemon, pur nello spazio confinato dell’ospedale, sembra aver restituito a qualcuno di questi bambini il sorriso.

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