• domenica , 27 Settembre 2020

Torino sì, Torino no

di Pierfrancesco Trinch

Lo scorso 27 luglio durante un consiglio generale dell’AIE (Associazione Italina editori) si è deciso, con una votazione divisa tra 17 favorevoli, 7 contrari, 8 astenuti e 7 assenti, di spostare il Salone del Libro da Torino a Milano. Tale scelta , secondo alcune indiscrezioni, sarebbe già stata presa il Febbraio scorso, motivo per cui l’ex sindaco di Torino Piero Fassino ha accusato Motta (il presidente dell’ AIE ) di essere stato scorretto e poco sincero per non aver avvisato il comune di Torino per tempo riguardo le proprie intenzioni.

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Molti editori importanti come la milanese Mondadori e la De Agostini hanno votato a  favore di questo passaggio dicendo che in questo modo gli editori potranno diventare padroni del loro destino. Portando il Salone a Milano, infatti, si farà passare l’intera organizzazione dell’ evento in mani private consentendo così agli editori di organizzare il proprio salone “da padroni indiscussi”. Se da una parte ci sono stati pareri entusiasti di questa scelta, ci sono stati anche molti pareri contrastanti: un esempio è quello di Giuseppe Laterza (presidente del gruppo omonimo) secondo il quale la scelta di portare tutto in mani private sarebbe un grave errore, perché le grandi case editrici detterebbero legge  sulle piccole – medie.

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Non ci è voluto molto tempo perché si creassero delle polemiche e in un attimo nell’amministrazione della regione Piemonte è scattata una caccia ai responsabili, mentre il Movimento Cinque Stelle punta il dito sulla vecchia amministrazione e c’è anche chi accusa la neo sindaca Chiara Appendino. Immediata è stata la risposta della città di Torino alla decisione dell’AIE: si farà comunque anche Torino un salone che, come da tradizione, si terrà nel periodo di maggio.

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Torino accetta la sfida e per ovviare a questo problema si pensa, per il prossimo anno, a un salone nuovo in cui l’offerta si basi su piccoli e medi editori e i luoghi del salone non si limitino solo al Lingotto ma si espandano “invadendo”  la città e portando i lettori nelle piazze e nei luoghi storici.

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