• lunedì , 30 Novembre 2020

La macchina della solidarietà è in moto

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Il mondo sta facendo i conti con un periodo di incertezze. Un periodo di cambiamenti. Come quello che ha scosso l’europa il 23 giugno scorso. Ma soprattutto un periodo di paura. Rouen, Monaco di Baviera, Nizza sono solo i più recenti e vicini nomi a ricordare la paura in cui siamo quasi costretti a vivere.
Il clima internazionale non è dei più rassicuranti. L’ondata di solidarietà che ha invaso i comuni italiani colpiti dal terremoto del 24 agosto merita quindi di essere celebrata. La mobilitazione è stata rapida e capillare. A convergere per primi nel Rietino sono stati beni di prima necessità. Cibo, vestiti, coperte. Quando questi sono risultati sufficienti, è stato rivolto l’appello per soldi e sangue. Anche in questo caso la risposta è stata quasi immediata. La mobilitazione è stata tale che già il giorno dopo il sisma l’Avis ha dichiarato che l’emergenza nelle zone terremotate era rientrata. A livello di aiuti monetari, la Conferenza Episcopale Italiana ha stanziato un milione di euro dai fondi dell’8×1000 per le prime urgenze e ha indetto per il 18 settembre una colletta nazionale in tutte le chiese. Protezione Civile, Caritas, Poste e Croce Rossa hanno attivato conti corrente per raccogliere soldi da destinare alle popolazioni colpite dal terremoto. La Protezione Civile ha dichiarato poi la disponibilità totale da parte di tutte le regioni limitrofe alle aree colpite per ospitare persone evacuate. Il sindaco de L’Aquila ha messo a disposizione degli sfollati 250 alloggi del progetto Case, costruite dopo il terremoto che nel 2009 ha devastato il capoluogo dell’Abruzzo. Ospitalità gratuita è stata offerta anche dagli albergatori. Hotel come il “Gelso” di Rimini o il “Mario” di Cesenatico hanno messo a disposizione la propria struttura. Tra le aree di intervento viene coinvolto anche il mondo della cultura. Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha poi lanciato un’interessante iniziativa: gli incassi dei musei e delle aree archeologiche statali di domenica 28 agosto saranno destinati alle zone colpite dal sisma, a interventi sul patrimonio culturale danneggiato.
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I social facilitano significativamente questa catena della solidarietà. Il mondo fa sentire la propria vicinanza, chi simbolicamente chi effettivamente. Toronto, Dallas, New York, Rio si illuminano con i colori della bandiera italiana. Spopolano hashtag come “#terremoto” e “#PrayForItaly” su Twitter. Ma c’è anche spazio per iniziative concrete. Come la proposta lanciata su Facebook a tutti i ristoratori di devolvere 2 euro per ogni piatto di amatriciana ordinato e consumato. Si tratta dell’iniziativa “Un’amatriciana per Amatrice”, che ha già raccolto oltre 700 adesioni in tutta Italia e moltissime anche all’estero.
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Neanche le celebrità si tirano indietro. Da Mark Zuckerberg a J-ax. Da Jovanotti a Mancini. Ad essere condivisi sono messaggi di solidarietà, sconforto, ma anche numeri di emergenza. Non manca la vicinanza dei leader mondiali. Messaggi di cordoglio sono giunti dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e dalla Regina Elisabetta. Putin ha offerto all’Italia l’assistenza necessaria ad affrontare le conseguenze del disastro. Anche gli Stati Uniti sono pronti ad offrire aiuti e assistenza alla penisola. Su Twitter, anche il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker dichiara solidarietà.
Manifestazioni di umanità che non dovrebbero in fondo stupire, ma che talvolta occorre semplicemente ricordare. Perché l’uomo è ancora capace di solidarietà, compassione, altruismo.
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