• sabato , 26 Settembre 2020

Attacco al Po

di Sofia Rosso

L’estate torinese ha messo in drammatica evidenza un problema sulle acque del Po che sta compromettendo l’ecosistema del nostro fiume.

Il millefoglio è una pianta proveniente dal Rio delle Amazzoni capace di proliferare in fretta. Questa tipologia di pianta viene venduta nei negozi per animali e molto usata negli acquari. Si presuppone che qualcuno abbia svuotato una vaschetta contenente questa pianta tropicale e che quest’ultima si sia riprodottta nel Po molto velocemente. L’Unione Europea ha inserito il Myriophyllum spicatum (nome scientifico del millefoglio) tra le 37 specie killer, quelle considerate più invasive.

L’operazione di pulizia è avvenuta giovedì 11 agosto nella quale sono stati coinvolti la Protezione Civile e l’Ipla (istituto per le piante da legno e l’ambiente) che per prima ha individuato il fenomeno. I volontari del comune hanno pulito il tratto del fiume di 300 metri che scorre nella zona dei Murazzi di Torino, quella maggiormente colpita dall’alba infestante. L’operazione è avvenuta stendendo delle maglie strette a valle dei Murazzi per trattenere eventuali residui. La deforestazione di questa pianta è avvenuta a mano perché i tosaerba acquatici avrebbero disperso frammenti della pianta invasiva che avrebbe potuto infettare tutto il Po.

millefoglio 1

L’operazione è giunta a buon fine dopo aver superato polemiche politiche e disappunto. Non è stato possibile impiegare dei sommozzatori per sradicare la pianta dalla radice, ma bisognava intervenire subito. Non si avrà una pulizia immediata ma saranno necessari piccoli e frequenti interventi. Un volontario di quest’azione è stato Carlo Manzella che afferma la presenza di altre specie di piante, come la lenticchia, che rappresentano un pericolo perché rende difficile  la navigazione amatoriale nel fiume provocando disagi che potrebbero scaturire in collisioni tra le barche a causa del poco spazio disponibile per navigare. Dopo lo sradicamento iniziato alle 7.30 del mattino e finito alle 12.30, le alghe sono state portate ai centri di raccolta Amiat, che dopo averle fatte seccare le consegnerà all’inceneritore.

millefoglio 2

Si è anche pensato di aprire la diga del fiume per far defluire le altre piante che infestano il Po. È il primo passo per considerare il Po una risorsa e non una discarica. È nata anche un’altra idea, che però non ha avuto  successo: quella di potenziare i battelli Valentino e Valentina usandoli anche come mezzo di trasporto fino alla stazione di interscambio con Moncalieri. La pianta però persiste e l’Arpa dopo il sopralluogo di martedì 17 agosto ha notato dei ciuffetti sradicati e lasciati sulla riva, ma lancia subito l’avvertimento ai torinesi di non manomettere il processo perché rischiano di aggravare la situazione. Un solo intervento non può bastare, il millefoglie acquatico resiste alla prima disinfestazione. Basta anche solo un centimetro di pianta per far si che questa ricopra nuovamente la superficie del fiume, bisogna aspettare fine settembre, momento in cui la specie esotica smette di fiorire e sarà più facile estirpare. Per il momento viene effettuato un monitoraggio costante.

millefoglio 3

È stata inoltre rinviata l’apertura della diga per far defluire la lenticchia, pianta autoctona. Ma le specie acquatiche non sono  il solo problema del Po: la manutenzione del corso d’acqua nel tratto urbano è stata trascurata da almeno 10 anni e questo ha alterato la sezione del fiume, i detriti si sono accumulati sul fondo e non sono mai stati rimossi, causando l’innalzamento del livello del letto del fiume. Al momento non è possibile correre ai ripari a causa della mancanza di fondi per la manutenzione . In autunno si farà la pulizia delle sponde aprendo la diga e facendo scorrere le piante. L’intenzione del futuro è di ripristinare la sezione del Po e di coordinarsi con le associazioni ambientaliste per il dragaggio.

Per il momento si invitano i cittadini a non scaricare gli acquari di casa con il millefoglie acquatico nello scarico domestico o persino nel Po.

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