• lunedì , 20 agosto 2018

Una voce di speranza

Direttamente da Damasco e da Aleppo per vivere un’esperienza quasi unica e indimenticabile: la Gmg. Risposte di due ragazzi semplici e brevi, ma ricche di speranza e allo stesso tempo di terrore. La paura di una guerra apparentemente interminabile.

Da Damasco Amal

Com’è cambiata la vita a Damasco da quando è scoppiata la guerra?

È da quando siamo in guerra che è diventato normale non avere più una vita . Abbiamo la paura dell’ immigrazione, ma in particolare il terrore di una morte nelle maniere più violente e non immaginabili. In Siria il pericolo è ovunque ed in qualsiasi momento. Nonostante tutto questo buio, a Damasco, c’è l’oratorio di don Bosco. Prima della guerra l’obiettivo con cui andavamo avanti con i nostri ragazzi era, come dice don Bosco: “Cristiano vero e cittadino cosciente”. Nonostante tutto andiamo avanti verso lo stesso obiettivo, ma con una differenza. Sotto pressione e paura di morire. I nostri ragazzi rimangono man mano feriti, sia fisicamente, sia interiormente. Qualcuno ha perso la casa, qualcuno la famiglia e qualcuno gli amici. Per noi è molto difficile vedere queste anime ferite perché, allo stesso tempo, feriscono anche noi. Non c’è nessuno che stia veramente bene.

Aleppo

Com’è la vita dell’oratorio?

L’oratorio adesso, in piena guerra, è diventato anche un asilo per i ragazzi. Solo al don Bosco questi poveri bambini e ragazzi percepiscono una pace e una serenità che in questi ultimi tempi sono assenti nella vita quotidiana. Ma grazie al metodo di Don Bosco dell’educazione si riesce a risolvere sempre tutto. Quindi con Gesù e don Bosco possiamo affrontare queste sfide e possiamo in particolare “produrre” cristiani veri e cittadini coscienti con più fede, come diceva il santo dei giovani.

La tua paura più grande?

Io personalmente ho molta paura. Non tanto per me, quanto per i ragazzi. La paura sale alle stelle quando prendono l’autobus per venire da casa all’oratorio, poiché le strade diventano ogni giorno sempre più pericolose. Tuttavia, affidando i ragazzi nelle mani di don Bosco, prego ogni giorno per la loro vita.

aleppohh

In tutto questo orrore, esiste un conforto?

Nonostante questo periodo così difficile, ogni giorno ci stupiamo sempre di più, perché il numero dei ragazzi che vengono al centro aumenta. Più il numero dei ragazzi cresce, più grande è la nostra volontà e la nostra forza nello svolgere le attività. È stupendo quando si vedono i ragazzi più grandi aiutare quelli più piccoli. Per questo motivo troviamo speranza e pace nel nostro oratorio.

Come si può definire la certezza che portate nel cuore?

Siamo sicuri che un giorno la Siria otterrà per sempre la pace.

160205-syria-aleppo-rubble-1045a_ae2a80c8d9a684a85bcd945190c85f05.nbcnews-ux-2880-1000

Da Aleppo Cezar.

La sfida più difficile nella città di Aleppo?

Ognuno ha un obiettivo nella vita: nel lavoro, nello studio o nella famiglia. E qualsiasi persona vuole realizzarlo, al di là della religione o della nazionalità. Quando facciamo questa domanda ai ragazzi dell’oratorio ci rispondono: “Perché dobbiamo avere un obiettivo se in qualsiasi momento possiamo morire?”. La guerra ha impedito il sogno ai ragazzi. Questa è la sfida più difficile che dobbiamo affrontare. Oltre ai pericoli e alle bombe che vengono lanciate ovunque, c’è  paura perché i ragazzi da casa all’oratorio fanno una strada pericolosa e nell’oratorio stesso potrebbero esserci molti pericoli nascosti.

2596426

La vostra missione nell’oratorio di Aleppo?

Fare attività formative e animazione accanto ai salesiani al fine di riaccendere lo spirito della vita nei ragazzi. Questo richiede una fatica, un impegno e una pazienza grandissima. Durante questa lunga guerra il centro don Bosco aiuta i ragazzi a scaricare le energie negative e a guadagnare energie positive per riempire il ragazzo di gioia al posto della tristezza. E la mia fede in alcuni momenti vacilla a causa delle pressioni e dei problemi causati dalla guerra, ma quando vedo la gioia negli occhi dei ragazzi mi ricarico immediatamente.

Cosa rappresenta la figura di Don Bosco in questa situazione di guerra?

Don bosco come sorgente della vita in mezzo alla morte.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Potrai visualizzare la lista dei cookies attivi e revocare il consenso collegandoti alla pagina http://ilsalice.liceovalsalice.it/cookie-policy/. Per maggiori informazioni leggi la nostra Cookie Policy.

Chiudi