• venerdì , 4 Dicembre 2020

Sotto sopra

1100 i passi che separano Picadilly Circus da Charing Cross, 800 da Baker Street a Regent’s Park, 700 tra Oxford Circus e Bond Street e solamente 400 tra Leicester Square e Covent Garden. Sì, sono le distanze tra solo alcune delle 382 fermate della metro londinese. Una recente aggiunta apportata alla mappa della metropolitana da parte del Transport for London, l’azienda di trasporti pubblici di Londra, per spingere turisti e residenti a spostarsi con i propri piedi.

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“Si tende ad esplorare la città attraverso la mappa della metro ignorando totalmente quanto siano vicine alcune stazioni” commenta il sindaco laburista londinese, Sadiq Khan. Una scelta che nasce sicuramente per esortare la gente a fare più movimento, ma vari sono gli obiettivi. Primo fra tutti risparmiare sui consumi, cercando di contrastare l’inquinamento dell’aria. Secondariamente incrementare il commercio, aiutando le piccole imprese, che vengono penalizzate dalla scelta del mezzo sotterraneo, e al tempo stesso non perdere il contatto con la città, per non diventare come topi che escono dalle sottosuolo solo per soddisfare i loro bisogni primari. Per non parlare del problema del sovraffollamento: i passeggeri aumentano di circa un miliardo ogni quindici anni e se non cambiano le abitudini la metro risulterà impraticabile già entro i prossimi venti anni. Inoltre, soprattutto per le tratte più brevi, potrebbe essere un modo per il cittadino di risparmiare soldi (esorbitante è il costo di un singolo biglietto per chi è sprovvisto di abbonamento) e guadagnare tempo (se si conta quello che si perde per raggiungere la stazione e quello di attesa per l’arrivo del mezzo).

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Questo peraltro è il secondo gradino di una scala che porterà Londra ad avere la prima metropolitana eco-sostenibile. Già a febbraio si era accennato al progetto Hesop (Harmonic and Energy Saving Optimiser), un sistema che “ricicla” l’energia dispersa dalla frenata, per alimentare treni e stazioni metro, compresi il sistema di illuminazione, il sistema di ventilazione, scale mobili, ascensori, riducendo il consumo energetico, la dissipazione di calore e le emissioni di CO2.

Tutte scelte per cambiare il futuro di questa città.

 

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