• domenica , 20 Settembre 2020

La speranza è l’ultima a morire

di Alessandra Morato

Ecco che il momento cruciale si avvicina. Lunedì 6 settembre si parte con i test di ammissione all’Università. I primi a scontrarsi con la realtà sono gli aspiranti studenti di Conservazione, Restauro dei beni culturali, Tecnologie alimentari, Viticoltura ed Enologia. Ma il vero muro da abbattere è il test di Medicina che si terrà il giorno seguente. Si prosegue con Veterinaria sempre il 7 settembre e Architettura l’8. Il periodo di fuoco terminerà il 6 ottobre, giorno in cui è stato fissato il test per gli aspiranti studenti di Scienze della Formazione.

Per gli aspiranti medici il percorso è tortuoso, ma non impossibile. Nonostante l’anno scorso le iscrizioni al test di medicina abbiano toccato il minimo storico (60.639 domande), pare che ad oggi la richiesta sia aumentata. A Roma infatti le aspiranti matricole sono 2056 in più rispetto all’anno passato. I posti disponibili sono però in netta diminuzione: il Ministero dell’Istruzione ne ha messi a disposizione 9224, 306 in meno rispetto ai 9530 precedenti. Al primo anno di medicina sarà quindi ammesso un aspirante su sette. La situazione si ripropone a Torino, dove dei 2878 aspiranti solo 500 riusciranno ad entrare in facoltà.

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Al momento dell’iscrizione ai test i candidati devono esprimere le preferenze circa la sede universitaria che vorrebbero frequentare. La prima indicata (ad esempio Torino) verrà considerata come prima scelta e sarà anche l’Ateneo in cui si svolgerà il test. Sono previsti 60 quesiti di cultura generale, chimica, biologia, matematica e fisica a cui rispondere in 100 minuti. Chi avrà risposto correttamente a tutte le domande arriverà ad un punteggio di 90, anche se per essere ammesso potrebbe bastare un 33,70.  Il Miur ha specificato che quest’anno i risultati dei test saranno comunicati in più step: tra il 20 settembre ed il 4 ottobre saranno resi noti punteggio, eventuale ammissione e sede. La graduatoria viene gestita a livello nazionale e premia sempre lo studente con punteggio più alto. Quando quest’ultima viene pubblicata accanto al nome dello studente ed al punteggio verrà riportato “Assegnato” o “Prenotato”. A discriminazione del fatto che l’Università a cui saranno destinati sia la loro prima scelta o meno.

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Sono sempre più numerose le critiche che ogni anno accompagnano il test. A Roma diverse associazioni studentesche si sono ritrovate in piazza per protestare contro le procedure utilizzate. Il fulcro delle contestazioni è il numero ridotto di studenti che vengono accettati in facoltà: in relazione al numero dei pensionamenti sarebbero giustificati più camici bianchi. Il Ministero dal canto suo sostiene che il numero dei discenti è funzionale a garantire una preparazione accurata. Negli anni scorsi infatti, secondo il rettore dell’Università della Sapienza di Roma,  più del  90% degli studenti si è laureato e di questi il 96% entro tre anni ha trovato lavoro.

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Nonostante le difficoltà del test gli studenti non si lasciano scoraggiare e anche quest’anno saranno in molti a tentare di irrompere nella facoltà desiderata. Perché in fondo, la speranza è l’ultima a morire.

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