• sabato , 31 Ottobre 2020

Ricostruzione e prevenzione

di Emanuele d’Anghela

Il terremoto che ha colpito l’Italia Centrale il 24 agosto dimostra un’altra volta che è assolutamente necessario predisporre un piano antisismico adeguato. Tutti gli edifici dovrebbero avere un fascicolo contenente ogni informazione riguardante la sicurezza e la stabilità. Il governo è chiamato  a pensare ad incentivi a lungo termine per la prevenzione. Bisogna incoraggiare gli interventi su abitazioni ed immobili da parte di privati ed imprese.

Bisognerà porre grande attenzione agli edifici pubblici come ospedali e scuole per renderli assolutamente sicuri.  Ci vorrà una Commissione di esperti per definire una classificazione sismica degli edifici ed un insieme di norme tecniche e parametri da rispettare. Bisognerà agire prima sugli edifici più a rischio. Si potrebbero prevedere bonus o premi per chi riuscirà a guadagnare una classe superiore stimolando in questo modo gli investimenti privati magari tagliando altri incentivi meno efficaci.

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Ci vuole veramente un piano pluriennale di programmazione per la prevenzione idrogeologica e sismica del nostro territorio.  Sarà necessario misurare i risultati e controllarli con la massima trasparenza possibile. Adesso la ricostruzione dovrà avvenire all’interno di un definito piano di prevenzione. La ricostruzione deve essere efficiente, veloce, con certezza di costi e vigilata. Bisognerà superare tutte le inerzie politiche e burocratiche locali. Ricostruire adesso è la priorità. E’ obbligatorio farlo con la massima semplificazione. Per non lasciare sole quelle popolazioni bisogna predisporre piani e progetti attuativi che coinvolgano tutti, enti locali e privati.

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La paura potrebbe allontanare i turisti dalle bellissime attrazioni che il nostro Paese possiede. Dobbiamo elaborare progetti per il futuro per incentivare le persone a venire da noi. Tutto il mondo ci sta guardando. Tutto il mondo ha potuto già constatare la nostra grande generosità. I numerosi volontari e le organizzazioni di protezione civile sono intervenuti subito e si stanno impegnando in quelle zone testimoniando il grande cuore di cui siamo ancora depositari. Le telecamere stanno inquadrando le facce di tanti uomini coraggiosi di cui dobbiamo andarne fieri: uomini che invece di scappare da quelle zone accorrono e rimangono rendendo più bella la loro e la nostra vita.

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Il terremoto odia la bellezza ma non può fermare la solidarietà delle persone. Quello che è stato distrutto tutti insieme lo possiamo ricostruire. I litigi e le polemiche quotidiane non ci stanno impedendo di digitare sul nostro telefonino il numero di sms solidale. La nostra coscienza ci impone di aderire alle iniziative promosse in questo momento. Per vedere i primi risultati passerà del tempo. Ci saranno impegni da rispettare e perseguire. Bisognerà creare strumenti ed avere la volontà di utilizzarli. Ci saranno polemiche e confronti quotidiani. Sarà l’ennesima occasione di riscatto. Ce lo chiedono gli abitanti di Amatrice, Arquata, Accumoli, Pescara del Tronto. Ce lo chiedono tutti.

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