• giovedì , 20 settembre 2018

La scelta di Mitzi

25 anni. Modella, pittrice e ora anche regista. Si sta preparando al grande debutto di Braid, il primo film finanziato con la vendita pubblica di azioni. Mitzi Peirone, ex allieva del nostro Liceo Classico, dopo aver concluso gli studi si è subito trasferita a New York, dove sta vivendo la sua avventura.

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Come ci si sente ad aver realizzato il proprio sogno?

Penso che noi stessi abbiamo creato uno stress, non necessario, nel realizzare i nostri sogni. Ci prefissiamo degli obiettivi e ci gettiamo in un percorso tortuoso in cui ci azzanniamo pur di arrivare ad una destinazione. Non conta quanto lontano arrivi se ti sei odiato e hai avuto dubbi tutto il tempo: arriverà il momento in cui avrai realizzato i tuoi sogni e ti renderai conto quanto sia stato vano ed effimero il percorso compiuto. Non mi sembra di aver realizzato i miei sogni, ma di aver intrapreso delle scelte che mi hanno messo in situazioni difficili, che però mi hanno arricchito e hanno reso possibile che la mia vita avesse il valore che desideravo. Non penso di essere arrivata da nessuna parte, ma sto cercando di vivere ogni momento come se fosse importante e prezioso. Per la prima volta nella mia vita mi sento quasi acquietata.

Etienne Aigner / MSA Models / Mitzi

Quanto coraggio ci vuole per dire addio a tutto e partire?

Pensavo di aver avuto molto più coraggio ad essere rimasta a Torino fino ai miei 18 anni. A 15 anni sentivo di aver esaurito la mia città. Mi mancava l’esperienza, l’arrivare a fondo di ciò che stavo imparando. Vivi una volta sola, non hai nulla perdere. Quanto ti viene data la vita devi onorarla e osare, buttarti sempre giù dai grattacieli: ti costruirai le ali mentre atterri. Non dobbiamo essere prigionieri della nostra prospettiva di vita, abbiamo l’obbligo di uscire dalla nostra ‘confort zone’ e imparare a volare. È una questione di voler testare te stesso. Io ero affamata, volevo essere stimolata.

Cosa ricordi degli anni passati a Valsalice? Il Greco serve ancora nell’era digitale?

Assolutamente, anche nell’Inglese le parole più difficili vengono dal Latino e dal Greco. Il professor Uglione scopriva la carne delle parole, sentiva nel profondo il senso di quello che stavamo leggendo in classe, così come il professor Lojacono. Il professor Bruno mi ha ispirata, ho continuato a studiare filosofia anche qua, anche se ho approfondito filosofi più moderni. Questi tre insegnanti insieme al professor Fornero mi hanno costruita, devo loro davvero tanto, mi hanno trasmesso un amore per la cultura immenso.

La struttura ciclica del viaggio dell’eroe, che nasce dall’epica greca, è la struttura basica di tutti i film. Il viaggio dell’eroe è lo stesso di mille anni fa, perché vogliamo avere tutti lo stesso senso di completezza, di accettazione. S’inizia dal ‘the flop hero’, ossia dal problema dell’eroe, che ha una missione che viene deviata: è questo il momento dell’ ‘enciting incident’, dopo il quale l’eroe deve cercare di ristabilire l’equilibrio originale . L’eroe deve compiere un viaggio metaforico, anche nell’ oltremondo, come Ulisse che va letteralmente nell’Ade per poi ritornare nel mondo originale completo. Questo momento è sacro, in cui viene testata la tua stoffa che ti renderà Ulisse alla fine. Devi struggerti, prima di poterti sedere sul trono. 

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Qual è la trama di Braid? Quando è nato?

Braid è un thriller psicologico: il film segue queste due ragazze che si sono trasferite a New York per diventare delle artiste, ma che finiscono per essere delle venditrici di droga. Una notte perdono 80000 $ di narcotici e il loro capo dà loro quarantotto ore per restituire il denaro. Si ricordano allora di Dafne, una loro compagna d’infanzia che vive in una lussuosa casa di campagna e decidono di derubarla. Quello che non sanno è che lei è diventata agorafobica e schizofrenica e che vive in un mondo di fantasia tutto suo in cui saranno intrappolate anche loro.

Braid è una storia metaforica di ciò che penso sia importante capire il prima possibile. Questa casa piena di ciò di cui pensiamo di avere bisogno: ricchezza, oggetti, rappresenta ogni trappola psicologica in cui ci infiliamo per cercare un senso di sicurezza e pace attorno a noi. Dobbiamo uscire da queste quattro mura e scoprire la vita. Il film è nato dal momento più duro della mia vita: stavo cercando di trovare la linea tra i nostri sogni e la realtà e proprio allora ho capito che la realtà è fatta dai nostri desideri, è il nostro teatro delle marionette.

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Come funzionano i nuovi finanziamenti?

I film sono la forma d’arte più costosa al mondo. Ci sono due tipi di industrie cinematografiche: quella hollywoodiana, in cui occorrono minimo 30 milioni di dollari per produrre un film. C’è poi l’industria indipendente che ha creato piattaforme online, come Kickstarter ed Indiegogo, in cui i film vengono finanziati da persone che però non ricaveranno nulla all’uscita. Noi abbiamo deciso di fare un Equity Crowdsell, ossia una vendita pubblica di azioni: stiamo trasformando il film in un’azienda in cui si può investire, perché penso che sia importante che chi ci abbia creduto all’inizio possa ottenere un profitto all’uscita del film.

Descrivici la tua giornata tipo.

Al mattino appena sveglia, medito. Verso le 9 vado in palestra perché sto facendo la modella per mantenermi; in seguito affronto dei casting o partecipo a degli shooting fotografici. Intorno alle 13 vado nel mio ufficio di Brooklyn dove c’è la mia casa di produzione in collaborazione con Consensys, una compagnia di tecnologia che tratta la criptomoneta e mi sta aiutando con questa nuova piattaforma. In ufficio lavoro sul film per tutto il giorno, fino alle 19 circa.

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