• mercoledì , 30 Settembre 2020

Buona cultura, buone abitudini

Continua la collaborazione del Salice con “La Voce del Tempo”: ecco un’analisi del buono cultura dell’ormai ex governo Renzi. In questo articolo, le ragioni del sì.

Bonus cultura, un’iniziativa che divide. I 500 euro del Governo ai diciottenni (nati nel 1998) da spendere in libri, spettacoli, musei, mostre e molto altro, per alcuni sono una buona idea, per altri invece uno spreco inutile.

Le ragioni del sì, però, possono essere molte. Eccone qualcuna.

Reale, non virtuale. L’iniziativa incita i giovani ad affrontare de visu la cultura, non dunque attraverso esperienze via smartphone ma spingendoli verso spettacoli dal vivo, recitati da persone in carne ed ossa sul palcoscenico, verso esposizioni, mostre e quadri da osservare avendoli davanti. In un’epoca in cui ormai gran parte della giornata la si spende sui social o guardando uno schermo, è importante insegnare ai giovani a staccarsi dal virtuale per vivere la vita vera, partecipando in prima persona agli avvenimenti, invece di subirli in modo passivo. C’è infatti una disabitudine all’attività; il bonus ha quindi anche la funzione di spingere i ragazzi a fare qualcosa che non farebbero.

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Difficoltà economiche. Più che per le famiglie agiate, questa iniziativa costituisce una vera opportunità per le famiglie con difficoltà economiche, che non investono sulla cultura prediligendo gli aspetti materiali della vita in modo da garantire ai figli una certa stabilità nel quotidiano. Su questa scelta, oltre alla scarsa disponibilità di denaro può influire anche una limitata scolarizzazione dei genitori, che dunque non sanno trasmettere valori che essi stessi non conoscono. Il bonus farà così avvicinare al piacere della conoscenza e dell’esperienza culturale, ragazzi che non ne avrebbero la possibilità in altro modo.

Diciottenni stranieri. Un aspetto molto importante e positivo è l’apertura di questa iniziativa anche ai diciottenni stranieri che vivono in Italia provvisti di regolare permesso di soggiorno: questo favorirà certamente l’integrazione. In un momento di grandi divisioni tra i popoli e di muri innalzati, il sapere comune può diventare un punto di ritrovo, un terreno condiviso tra italiani e stranieri; a questi ultimi viene data la possibilità di conoscere meglio i nostri costumi, la nostra storia, l’humus del luogo nel quale vivono; e questo sarà un passo avanti nella conoscenza e nella comprensione reciproche.

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Il valore del denaro. C’è ancora un fatto degno di nota, anche se a prima vista meno rilevante: per molti ragazzi possedere 500 euro è insolito; si tratta di una somma non indifferente, che pochi di loro hanno mai tenuto in mano. Scegliere tra le varie opzioni come utilizzarla li farà crescere nella responsabilità, li abituerà a spendere bene dando il giusto valore al denaro: non un valore assoluto ma in rapporto alle belle cose che può ottenere.

Investire nel futuro. Chi ha letto il bonus come una manovra politica (non sono mancate le polemiche!) non ha considerato come esso possa essere invece un investimento sul futuro del nostro paese. Aiutare i diciottenni di oggi a farsi una cultura più approfondita significa puntare su adulti di domani più raziocinanti e più capaci di fare scelte e di prendersi responsabilità. Come si possono prendere cattive abitudini, se ne possono invece acquisire di buone: la cultura, ad esempio, una buona abitudine oggi per buoni cittadini di domani.

 

 

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