• martedì , 25 aprile 2017

“Fuori servizio”: la forza della passione

Torino è sempre fonte di ispirazione e speranza per i giovani che sono in cerca di riconoscimenti e che aspirano a farsi valere in qualche modo. E’ il caso di Pietro Zafarana, che ha deciso di aprire in Via S. Quintino 3 il circolo ‘Fuori servizio’ con la sua famiglia, per consentire, soprattutto ai giovani, di esibire la propria forma d’arte o passare piacevoli serate a tema con amici e appassionati.

In occasione del primo anniversario del giovane club, esempio di come una passione possa concretizzarsi, abbiamo intervistato il suo presidente.

Come definirebbe il suo circolo?
Apartitico e apolitico:  ci interessano solo i dibattiti e gli scontri dialettici.

Come è nato?

Come imprinting familiare. Tutta l’equipe è uscita dal D’Azeglio, con la voglia e il desiderio di aprire una piattaforma dove i ragazzi – che altrimenti troverebbero difficoltà a esporre – possano esprimere la propria arte liberamente e credendoci. Nasce con l’intenzione di considerare l’arte non come un bene di pochi ma accessibile a tutti, attraverso una riscoperta sia per il fruitore, sia per l’artista.

Che tipo di attività proponete?
Molte e varie: esposizioni fotografiche, di pittura e grafica, concerti, corsi di musica (canto, chitarra, pianoforte, basso, batteria) teatro e arti marziali, presentazioni di libri, dibattiti sociali e filosofici. Abbiamo anche un angolo bar dove serviamo prodotti tipici, dalla birra artigianale al formaggio delle valli. Organizziamo serate di cinema.

Alcuni nomi di spicco?
Fabio Geda, che ha presentato il suo nuovo libro “Berlin”. Anna Cuculo, che collabora con noi e la nostra cantante ucraina Olena Kharachko, che si occupa dei corsi di canto.


Cosa consiglierebbe a qualcuno che volesse iniziare un’attività come la vostra?
Tanto coraggio e determinazione.

Quale messaggio volete dare ai giovani?

Non si devono arrendere ad un periodo storico che non permette di esprimersi.


Avete organizzato eventi importanti?
Un concorso musicale e un’esposizione in strada di opere d’arte, con a seguire letture di poesie.

Progetti per il futuro?
Abbiamo uno studio di registrazione e apriremo un’etichetta indipendente.
Sarebbe anche bello anche aprire un altro circolo in un’altra città, ma per ora è solo in astratto.

Crede che i giovani siano attratti dalla cultura e dall’arte?
Penso di sì, anche se l’arte è vista spesso come un punto senza una fine. Ci sono molti ragazzi talentuosi, aspiranti poeti e artisti, ma sono frenati dalle scarse possibilità lavorative e dalla società. Il nostro obiettivo è superare questo muro, incoraggiando i giovani a credere in quello che amano senza vincoli.