• domenica , 24 settembre 2017

Le Terze e la Toscana Minore

9 aprile, Valsalice

Un folto gruppo di ragazzi si trova nel cortile di Valsalice, per avviarsi nella chiesa della scuola. La messa che sarebbe iniziata da lì a poco è per augurare alle classi terze un buon viaggio per San Gimignano, in Toscana.

Quindi, dopo una velocissima celebrazione da record di Don Pier, la mandria di giovani assonnati si è diretta bisbigliando verso il pullman che li avrebbe accompagnati per quattro lunghe ore. Durante il viaggio (iniziato silenziosamente e finito molto rumorosamente) gli allievi si sono svagati a dormire, guardare film e giocare a carte. I professori si sono invece “divertiti” a sgridare e rimproverare alunni indisciplinati…

Dopo 4 ore di film e sgridate le porte del pullman si sono aperte definitivamente e i ragazzi ne sono usciti stiracchiandosi e sbadigliando guardando meravigliati il paesaggio e l’incantevole città di San Gimignano, un capolavoro dell’arte medievale: la città è in una bolla temporale rimasta al 1300.

La via principale è disseminata di negozi di souvenir (ha attirato l’attenzione di molti un negozio di coltelli) e di cibarie.

La Piazza della Cisterna (che è la principale) è circondata da case-torri trasformate in hotel o ristoranti risalenti all’epoca pre-medicea che incombono sui turisti affollati intenti a fotografare, fornendo un po’ di ombra per i più accaldati.

Dopo aver pranzato con panini portati da casa le classi hanno avuto un po’ di tempo libero per girovagare per le stradine tipiche infilandosi in angusti negozi a comprare i souvenir più stravaganti.

Dopo aver fatto lo “shopping” il gruppo di ragazzi si è diretto verso un punto panoramico dal quale si possono ammirare le colline  toscane, cosparse di ulivi e vigne.

Dopo la riposante sosta la comitiva si è diretta verso il Pullman, che li ha trasportati fino a Poggibonsi, dove si trova l’hotel.

Quella mandria di ragazzi che ha invaso il malcapitato hotel siamo noi, le classi terze della scuola di Valsalice.

 

10 aprile, Poggibonsi e Siena

Sono le ore 9 e dall’hotel di Poggibonsi stanno uscendo a frotte gruppi di lattonzoli troppo cresciuti che si avviano verso un Pullman che li avrebbe condotti nella città del palio: Siena.

La Piazza del Campo mozza il fiato a tutti quanti con la sua torre alta e snella e la sua Fontana scintillante. La professoressa Fabbri introduce la storia della città e, dopo circa un milione di foto, la scolaresca si è diretta nel Palazzo Pubblico dove due alunni hanno spiegato e illustrato due opere incredibilmente bene.

All’uscita dal palazzo le classi si sono dirette verso un ristorante dove sono state servite delle lasagne (su cui stenderei un velo pietoso) e una cotoletta (come d’altronde a ogni altro pasto).

Dopo il pranzo da “tre stelle Michelin” I ragazzi sfamati ma non soddisfatti si sono diretti verso la piazza del palio per godersi un’ora di libertà.

Dopo questa finta sensazione di indipendenza la fiumana di adolescenti si è mossa verso il museo della contrada della Torre, dove alcune simpatiche guide ci hanno spiegato tutto ciò che c’era da sapere sulla competizione senese.

A visita finita i professori hanno condotto il mucchio di bambocci verso l’entrata della Torre del Mangia nella quale sono entrati solo i più audaci, combattendo le vertigini e il vento.

Dopo aver visitato la città intera, al tramonto, la comitiva è ritornata all’albergo dove, dopo aver cenato abbondantemente, è andata a prendere un gelato.

 

11 aprile, San Galgano

La giornata si annuncia con una grande agitazione da parte degli Juventini: la sera stessa si sarebbe disputata la partita Juve-Barcellona. La giovane compagnia si dirige verso il pullman borbottando pronostici e statistiche e, giocando e scherzando, si sono ritrovati nell’aperta campagna di San Galgano con le sue rovine suggestive e quasi un po’ inquietanti. Dopo aver “sparato” qualche miliardo di fotogrammi al minuto e aver distrutto la quiete del posto, il gruppo si è diretto a piedi verso l’eremo di Montesiepi dove è stata piantata da San Galgano la “spada nella roccia”.

La mandria si dirige al parcheggio per andare a mangiare a Monteriggioni in un ristorante, dove viene servito un piatto di pasta scotta e della carne(quella almeno è buona). Al termine di questo “lussuoso” pranzo la comitiva si è divisa per girovagare liberamente per la città. Alla fine di questa libertà vigilata i ragazzi molto stanchi, ma anche eccitati per la partita, si sono diretti verso il veicolo che li ha sempre accompagnati.

12 aprile, Volterra 

Dopo la gloriosa e insonne serata juventina il gruppo di ragazzi è arrivato a Volterra, città famosa per Twilight, dove incombono le case-torri e la Basilica. La professoressa Fabbri ha organizzato una fantastica “caccia al monumento” nella quale bisogna trovare all’interno della città i monumenti di una lista. Alla fine di un’estenuante corsa alla vittoria, le classi si sono riposate prima del viaggio che li avrebbe riportati a casa loro.