• giovedì , 25 maggio 2017

Potere e Corruzione, binomio sempre attuale

Quando il Presidente del Senato ha reso pubblico l’esito della votazione, l’aula di Palazzo Madama ha applaudito per più di un minuto il Senatore Minzolini, che rischiava la decadenza dalla carica a causa di un’inchiesta che lo aveva coinvolto. Nessuno, tra i presenti in aula, si mostrava contrariato per una decisione che avrebbe fatto discutere. Soltanto una minoranza di parlamentari aveva espresso il proprio dissenso nei giorni precedenti , ma si era poi rifiutata di votare, preferendo lasciare l’aula in segno di disprezzo nei confronti della “casta” di politici colpevole di fare soltanto i propri interessi.

Gli esponenti dei partiti che hanno lasciato il Senato si considerano l’unica voce di dissenso all’interno di un parlamento corrotto. Non sono, tuttavia, i primi a vedere la politica in questo modo, perchè spesso, nel corso della Storia lo Stato e i politici sono stati dipinti dai cittadini come delle piovre pronte a tutto per incamerare beni e ricchezze. Nelle democrazie, dove il dissenso viene più tollerato, è più facile esprimere il proprio sdegno nei confronti della classe politica, tanto che si sente spesso risuonare nelle piazze il grido “Onestà, onestà”.

Molto spesso politici sono accusati di essere una “casta” che utilizza le istituzioni solo per ottenere vantaggi di natura personale

Non vi è dubbio, in ogni caso, che le classi dirigenti provino spesso ad aumentare le proprie sostanze (spesso di grande entità) grazie ai benefici che possono derivare dalle cariche pubbliche. Il grande storiografo Sallustio, per esempio, ricorda spesso la voracità dei senatori romani, sempre pronti a fare qualsiasi cosa per costruire una villa al mare o per accaparrarsi altri terreni pubblici. Non bisogna dimenticare, però, che anche lo stesso Sallustio rischiò di essere condannato per concussione e fu costretto a chiedere aiuto al più potente uomo politico di allora, Giulio Cesare. Una delle ragioni per cui la carica politica può portare ad una gestione corrotta del governo è proprio la necessità di esaudire tutte le promesse fatte in campagna elettorale. In ogni democrazia, infatti, i politici hanno bisogno di consenso e per ottenerlo sarebbero  disposti a tutto.

Dalla Roma dei “clientes” agli appalti pubblici dei tempi moderni, infatti, non sono mancati gli uomini gli individui pronti a mettersi sotto la protezione dei potenti per ottenere dei vantaggi, così come non sono mancati i politici protni a soddisfarli. Non stupisce, dunque, che parte della Guerra Civile tra Cesare e Pompeo sia stata combattuta per le strade di Roma tra le bande di Clodio e Milone. Pur avendo ideologie politiche diverse (il primo si proclamava difensore della plebe, l’altro della nobilitas), erano entrambi a capo di eserciti di clientes pronti a combvattere per loro dietro compenso.

Non bisogna dimenticare, inoltre, che non sempre il potere effettivo è nelle mani di chi lo detiene legalmente. Molto spesso, nella storia, uno Stato è stato governato da individui che preferiscono agire nell’ombra, agendo come delle vere e proprie “eminenze grige”. Cosimo I de’ Medici, per esempio, ricoprì raramente delle cariche pubbliche, eppure esercitò un potere quasi assoluto sulla Firenze del Quattrocento e diede inizio ad una delle dinastie più influenti dell’Italia del tempo. I politici che detenevano legalmente il potere erano quasi tutti scelti tra i collaboratori più stretti di Cosimo e, sapendo di essere come delle marionette nelle sue mani, miravano più al prestigio della carica che all’effettivo potere che essa avrebbe potuto dare. L’uomo politico, dunque, può anche essere corrotto perchè, pensando solo al mero guadagno, agisce come un servo di un altro individuo.

Pur non ricoprendo cariche politiche ufficiali, Cosimo de’ Medici influenzò la politica dell’Italia del Quattrocento

Vi sono anche molti casi in cui un ristretto gruppo di cittadini ha provato a rovesciare le istituzioni vigenti, magari cavalcando il malcontento polare. In queste situazioni, il consenso del popolo diventa soltanto un mezzo per soddisfare il desiderio di pochidi ottenere un potere assoluto. Molti grandi totalitarismi, come quello di stampo nazista in Germania o il comunismo sovietico, sono nati grazie ad un consenso polare piegato per ottenere una grande vittoria elettoraleo in rivoluzioni popolari. Quando un governo smette di agire per il bene della comunità e inizia a corrompersi non tutte le colpe dovrebbero essere scaricate sulla classe dirigente. Spesso, infatti, chi può trarre dei vantaggi dall’ordine costituito tende a non interessarsi al bene comune, diventando esecutore degli ordini dei potenti. Dai pubblicani, esattori delle tasse dell’Impero Romano , fino agli “eroi del lavoro” dell’Unione Sovietica, non sono mancati uomini che, pur di ottenere dei vantaggi personali, non si sono resi conto delle atrocità commesse dallo Stato che stavano servendo.

Alexey Stachanov è considerato un simbolo dell’adesione ai valori del comunismo in Unione Sovietica

La soluzione, dunque, sembrerebbe la formazione di un governo di cittadini comuni , in cui tutti detengono uguale potere e non è necessaria la creazione di una “casta” di politici di professione. Senza un’adeguata preparazione, tuttavia, è quasi impossibile gestire in maniera corretta uno Stato. Del resto, già  Aristofane lo aveva capito e aveva messo in guardia i suoi contemporanei, ipotizzando un fosco destino per Atene, nel caso fosse stata guidata da un umile artigiano.

Anche la strada del disimpegno politico , del resto, rischierebbe di non migliorare la vita dei cittadini. Nessun partito politico è riuscito a fermare le ingiustizie abbandonando i luoghi di potere. Mussolini, per esempio, ottenne la sua definitiva consacrazione come leader indiscusso del Paese dopo la Secessione dell’Aventino”. I cittadini dovrebbero, quindi, combattere per avere dei rappresentanti onesti e preparati.