• domenica , 16 Dicembre 2018

Un rinnovo a tarallucci e Mino

“Pronto? Sì, sì sono io. No, certo, la situazione non può andare avanti così. Siamo diventati un caso mediatico troppo grosso. Per il bene della squadra e dell’opinione pubblica dobbiamo trovare un compromesso. Sì, va bene. A domani, signor Raiola”.

 

In quell’enorme calderone del Calciomercato, che accompagna gli appassionati di calcio nei mesi estivi così tristemente privi di partite o di pronostici e scommesse da fare, ogni volta c’è sempre il colpo dell’anno, che ruba l’occhio a tutti e fa passare il resto in secondo piano. L’estate scorsa furono Pogba e Higuain, quest’anno probabilmente sarà il noto caso Donnarumma: il portiere rossonero ed azzurro, attualmente impegnato nella semifinale dell’Europeo Under-21 contro la Spagna, è al centro di tutte le principali voci di mercato (superando anche il possibile addio di Ronaldo) in seguito al rifiuto all’offerta di rinnovo del proprio contratto.

Lo scandalo dell’opinione pubblica è evidente e, peraltro, largamente condivisibile. In effetti non ci si può aspettare altro quando l’agente di Gigio, Mino Raiola, afferma che il suo protetto ha subito atti di mobbing se questi presunti atti corrispondono ad un offerta di un rinnovo quinquennale a 5 milioni di euro a stagione nella propria squadra del cuore, a diciotto anni, con la fascia da capitano al braccio: leggendolo sembra quasi una persecuzione , direbbe il procuratore italo-olandese.

Perciò capiamo i tifosi milanisti (o forse neutrali) scioccati da questa decisione che hanno lanciato banconote finte e hanno esposto lo striscione “Dollarumma” nel corso della partita tra Italia e Danimarca. Nel frattempo il diretto interessato non ha ancora parlato, ma da ogni parte sono piovuti insulti così come tentativi (dell’allenatore, della società e della famiglia) di calmarsi e cercare il compromesso per firmare questo chiacchieratissimo rinnovo di contratto.

Tuttavia questa situazione è solo la punta dell’iceberg di un calciomercato che sta effettivamente sfuggendo di mano a tutti (giocatori e società), o meglio, sta fuggendo nelle mani dei sempre più numerosi, ricchi e potenti procuratori calcistici, dei quali Mino Raiola e Jorge Mendes sono gli esponenti più in vista. Un esempio di quanto la situazione sia cambiata in 10 anni ce lo fornisce il caso Eto’o: il giocatore camerunense nell’estate 2009 si trasferisce dal Barcellona (che aveva appena vinto la Champions League) all’Inter (che la vincerà nel 2010) per circa 10 milioni di euro. L’estate scorsa, anche solo Gabigol, brasiliano di 19 anni che aveva vinto solo le Olimpiadi, è giunto all’Inter per 30 milioni. Proporzionalmente in una situazione di mercato come quella oggi l’acquisto di Eto’o avrebbe portato ad un affare da almeno 70-80 milioni di euro.

Il calcio ha assorbito nuovi proprietari e nuova liquidità grazie ai patron cinesi (Inter, Milan, Valencia), americani (Roma, Manchester United) o arabi (Manchester City, Paris-Saint-Germain), a cui si sono aggiunti i proprietari nazionali storici (Bayern Monaco, Barcellona, Real Madrid, Juventus, Zenit etc.): questo da una parte ha aiutato le grandi società a diventare ancora più grandi, mentre dall’altro ha contribuito al ridimensionamento delle più piccole, e il nuovo formato della Champions League dell’anno prossimo servirà sì a riportare in auge le squadre medie dei primi quattro campionati (Serie A, Liga, Bundesliga, Premier League) ma probabilmente affosserà definitivamente tutti i club dei campionati minori non finanziati da superpotenze economiche (come lo sono il PSG, il Monaco e lo Zenit).

Il rinnovo di Donnarumma, oltre a ricordarci che il calcio prima che uno sport è ormai un business, apre poi il deficitario discorso delle ormai dimenticate bandiere del calcio: gente come Buffon, Zanetti, Maldini, Totti, Rooney, Iniesta, Terry, Messi o Muller non è più destinata ad esistere, poichè il mercato esige cambiamento. Il cambiamento appare evidente quando si pensa che, mentre una volta gli agenti dei giocatori possedevano percentuali del cartellino del giocatore stesso e ne curavano gli interessi (Costacurta ne è un esempio), oggi agli agenti dei calciatori non interessa tanto possedere il proprio giocatore, quanto assicurarsi una percentuale sulla rivendita del giocatore stesso, ormai più lucrativa degli ingaggi percepiti dagli assistiti.

Tuttavia non tutto è perduto: il calcio rimane uno sport meraviglioso, il più bello del mondo, e così come c’è ancora spazio per le favole, dal Leicester all’Atalanta, c’è ancora spazio perchè il rinnovo di Donnarumma possa finire bene, con una cena a tarallucci e Mino.

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