• giovedì , 18 ottobre 2018

Homo sapiens o ignorans?

Homo sapiens sapiens dove? Sarà sparito in qualche schermo o dietro qualche congiuntivo. Ah già, è sparito pure quello.
L’errore recente commesso dal ministero dell’Istruzione –“traccie”– conferma per l’ennesima volta che l’ignoranza sta vincendo sugli italiani. Ma con un ministro con un diploma, o come la chiama lei, laurea, non ci si può aspettare molto. Una svista, certo, che però a un maturando sarebbe costata molto cara.


Altro esempio sono i congiuntivi mancati dei politici o le lacune che mostrano davanti a banali domande di storia, geografia, o meglio ancora sulla Costituzione Italiana. Il colmo.
L’errore non è più dietro l’angolo, è dappertutto. A dimostrarlo sono i quiz televisivi che vanno in onda la sera, ormai diventati esilaranti come delle commedie, il problema è che non lo sono affatto.
La scuola è la colpevole. Andarci sta diventando come andare nel Paese dei Balocchi: divertimento, poche nozioni e prof troppo buoni. Prof che chiudono un occhio davanti ai “xchè” o ai “ke” che abbondano negli elaborati scritti.

Non manca l’esempio lampante: le campagne contro i vaccini o i terrapiattisti.
Siamo penultimi in Europa come numero di laureati e circa il 20% della popolazione non legge libri e quotidiani, non va a teatro e a mostre. Per non parlare del 73,2% degli italiani che trascura i siti archeologici. Ultimo ma non ultimo tre italiani su quattro non sono in grado di ripetere cioè che hanno appena letto in un giornale o visto alla tv. Dalla padella alla brace. Ecco che ritorna l’analfabetismo.


Strano, perchè discendendo dai romani, padri della cultura latina, ci si aspetterebbe molto di più.
Pensare che un tempo, nelle antiche poleis greche regnava il “disinteressato amore per la sapienza”, conosciuta come filosofia; ognuno aveva una seta insaziabile di conoscenza e si metteva in gioco pur di apprendere i misteri della natura. Non a caso scuola deriva dal greco “tempo libero”. L’uomo aristotelico che nasce per conoscere è stato sostituito dall’Homo ignorans.
Niente di incurabile. Se non vogliamo cadere nelle mani della beata ignoranza e parlare l’inglese come Renzi forse è meglio aprire qualche libro e ritornare all’aggettivo preferito dall’uomo: sapiens.

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