• sabato , 26 Settembre 2020

Se questo è un uomo

di Margherita Scalon

Sono state tante le atrocità e le ingiustizie commesse dall’uomo durante la Storia; tante guerre, tanti stermini. Ci siamo scontrati di recente con i numerosi suicidi giovanili. Tutte tragedie, che forse potevano essere evitate. Ma si sa che la storia non si fa né con i “se”, né con i “ma”. Eppure in questi ultimi giorni la condanna a morte di un bambino innocente sta per essere eseguita a sangue freddo dietro ai cosiddetti “Diritti dell’uomo”.

È questa la situazione di Charlie Gard, un bambino di 10 mesi affetto da una grave malattia apparentemente incurabile, che vive ormai da alcuni mesi attaccato a delle macchine nell’ospedale londinese Great Ormond Street Hospial. Nonostante le difficoltà,  i suoi genitori si sono fermamente opposti alla decisioni dei medici di sospendere le cure e spegnere le macchine che tengono in vita il piccolo, destinandolo così alla morte. I genitori hanno sottoposto il caso alla corte inglese, chiedendo di poter portare il bambino in una clinica americana, che con cure sperimentali potrebbe migliorare la sua condizione.  La loro richiesta è stata però respinta dalla corte inglese. Dopo aver tentato il ricorso e aver visto ripetutamente negato il diritto alla vita del figlio, hanno deciso di rivolgersi alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. Quest’ultima ha dedicato molto tempo al caso di Charlie, viste anche le grandi discussioni che aveva sollevato. Il verdetto, emesso il 28 giugno, ha dato ragione ai medici inglesi, autorizzandoli a staccare le macchine che tengono in vita il bimbo.

La decisone della Corte Europea ha però sollevato diverse reazioni negative. Ci preoccupiamo degli animali uccisi per produrre carne, dei diritti delle coppie omosessuali, eppure il tentativo di uccidere un bambino non fa così tanto scalpore. Dovremmo chiederci che differenza c’è tra i nazisti che uccidevano le persone malate e la società odierna che promuove l’aborto, l’eutanasia. Almeno quella era una dittatura nata dalla pazzia di un folle. Oggi è il sistema che proclama legale e legittima l’uccisione dei più deboli.

La corte che ha dato il permesso ai medici di uccidere Charlie si definisce corte dei Diritti dell’Uomo. Assassini che si nascondono dietro la Legge, che osano proclamarsi difensori dell’Uomo e che si schierano in prima fila per ricordare la Shoah quando loro non hanno rimorsi né ripensamenti ad uccidere un bambino, a negargli la vita.

Primo Levi aveva intitolato il libro sulla sua detenzione ad Auschwitz “Se questo è un uomo”.  Forse bisognerebbe porsi la stessa domanda oggi. Proprio in queste ore su Facebook sta girando una petizione che richiede 35.000 firme per la vita del piccolo Charlie; sui social i commenti degli utenti sono stati molti, la maggioranza a supporto della famiglia e alla difesa di questa vita innocente. In Italia sono stati parecchi gli uomini politici che davanti al verdetto della corte si sono ribellati, come  Massimiliano Fredriga che ha chiesto il diretto intervento del Pontefice per tentare di salvare il piccolo. Molti sono coloro che gridano all’assassinio di Stato. I genitori di Charlie hanno raccolto 1.4 milioni di sterline per sostenere le cure mediche del bambino in America. Denaro che proviene dalle tante persone scandalizzate dalla brutalità con cui si è deciso per la vita del piccolo. Per ora il verdetto dei giudici non pare essere destinato a cambiare. La data per spegnere le macchine che decreterà la morte di Charlie è stata fissata per venerdì 30 giugno.

Non ci resta dunque che indignarci e sperare (o pregare) che l’Uomo si ricordi di essere tale.

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