• martedì , 18 settembre 2018

Flixbus illegale?

Estate. Tempo di sole, di vacanze e di viaggi. Per i giovani, esiste la possibilità di viaggiare attraverso compagnie che offrono ampie tratte a prezzi accessibili a tutti. Una di queste è Flixbus, società tedesca fondata come startup nel 2011 che dal 2015 in Italia offre collegamenti low cost verso 22 paesi europei in pullman. Da ottobre questo servizio diventerà illegale nel nostro Paese.

 

E’ stato infatti approvato da parte del Governo un decreto legge che prevede che “nell’ambito dei servizi di linea interregionali, chi opera tramite i raggruppamenti di imprese (“RTI”) di tipo verticale, debba avere come mandatario chi esegue le attività principali di trasporto di passeggeri su strada e i mandanti quelle indicate come secondarie.” In parole semplici, la norma impedisce alle società che non posseggono mezzi di loro proprietà di lavorare nel settore. E questo divieto, come sottolinea Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera, sembra quasi cucito su misura della società tedesca. Il modello di business prevede che Flixbus si occupi delle autorizzazioni locali, della pianificazione della rete, il marketing, la politica dei prezzi, la gestione della qualità e il servizio al cliente, mentre compagnie regionali appaltate offrono il vero e proprio servizio.

Alcuni sostengono che Flixbus sfrutti le ditte di trasporto associate. Sicuramente sostengono un importante rischio di impresa, ma raramente ci si pone il problema se queste piccole ditte sarebbero riuscite a sopravvivere se Flixbus non fosse mai entrata nel mercato e non gli avesse offerto un’opportunità di crescita dei passeggeri, né si considera che la scelta delle ditte stesse sia del tutto libera e diretta al raggiungimento di un guadagno, non di certo a favorire la compagnia tedesca. Tuttavia, non si può certo negare che molti operatori stiano soffrendo la concorrenza aggressiva di imprese come Flixbus. In un’indagine dell’ART si legge che il modello di business di Flixbus potrebbe soffrire la concorrenza di altri modelli. Viene menzionato il servizio di bus sharing o bus pooling (GoGobus), o i servizi di chi incrocia domanda e offerta delle cosiddette “tratte a vuoto” (Trivabus). Inoltre, sul mercato puntano molto anche Trenitalia e Italo, pronti ad offrire sempre più servizi interconnessi Treno+Bus e che hanno elevate capacità di investimento.

La manovra, proposta dalla deputata del PD Stefania Covello, è stata però criticata (anche se indirettamente) da alcuni esponenti politici italiani: Matteo Renzi, segretario del Partito Democratico, sostiene durante una diretta video che “bisogna fare meglio di Flixbus, non impedirgli di lavorare (…) pieno sostegno per chi viene in Italia per portare elementi di concorrenza. A Flixbus bisogna rispondere facendo concorrenza, non mettendo dei vincoli. Chiuderla? Sarebbe una follia. Siamo dalla parte della libertà, se qualcuno fa meglio ovviamente siamo contenti”.

Matteo Renzi, ex Presidente del Consiglio: “Pieno sostegno per chi viene in Italia per portare elementi di concorrenza”

L’unico spiraglio di salvezza per la società è la sentenza del TAR del Lazio, che ha respinto la richiesta avanzata dai concorrenti Marozzi, Liscio e Cotrab di sospendere immediatamente l’attività; ha infatti confermato la piena legittimità e conformità alla normativa di settore delle autorizzazioni ministeriali rilasciate alla società low cost. Rimangono comunque ignoti i vantaggi che la nostra nazione trarrebbe dalla messa in vigore di questa legge. Sicuramente, con l’incremento di viaggiatori nei mesi estivi, crescerebbe in maniera esponenziale anche l’apporto economico del turismo. Aspetto su cui l’Italia, paese dai paesaggi mozzafiato e dalla rinomata cucina, dovrebbe puntare per poter riemergere dal baratro.

 

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