• sabato , 18 novembre 2017

Carlotta, il delfino di Muncalè

A 16 anni la Pellegrini gareggiava nelle sue prime Olimpiadi, quelle di Atene. Carlotta Gilli, classe 2001, non è di certo da meno. All’ IDM Schwimmen Berlin si è infatti aggiudicata due record del mondo nella categoria S13 (leggera ipovedenza), battendo persino i suoi stessi tempi del giorno precedente. 50 delfino e 200 misti. Insieme allo stile libero, sono i suoi stili, i suoi cavalli di battaglia. Carlotta sarà certamente motivo di orgoglio per il suo club, la Rari Nantes Torino, ma anche per la sua scuola, il liceo Valsalice.

Studentessa delle scienze applicate, avanti  di un anno, si barcamena ogni giorno fra preparazione atletica, compiti e amici. Gli allenamenti intensi, anche due volte al giorno, ma solo il martedì ed il sabato. In vasca fino alle 7.30, poi sui banchi e dopo scuola di nuovo con i piedi in acqua. Vita frenetica quella della campionessa, bisogna essere ben organizzati. Per non perdere tempo, nel weekend si riprende lo studio lasciato indietro. Ma Carlotta non rinuncia certo a coltivare le sue amicizie. Con i compagni di vasca, dalla piscina si sposta facilmente a fare merenda. Condividono la stessa vita, loro. 

I compagni di scuola invece, non comprendono sempre la complessità della sua quotidianità, ma dimostrano lo stesso tutto l’appoggio di cui ha bisogno. Del resto, Carlotta si fa volere bene, con la sua parlantina sciolta e la risata travolgente. Le basta mezz’ora per fare amicizia. Il tifo proviene anche dall’altra parte della cattedra. Non mancano i professori che aiutano e appoggiano la sua giusta e bella causa. Chi più, chi meno ma le velate provocazioni non la sfiorano. Carlotta vola alto, nuota verso il suo futuro con la naturalezza di un campione. Fuoriclasse del nuoto sono anche i suoi idoli. La già citata e celebre Federica Pellegrini e Ilaria Bianchi, specialista della farfalla. Ma la campionessa valsalicense non si è sempre immaginata in vasca. Da piccola voleva correre su un campo da calcio. I genitori non erano della stessa idea. Così Carlotta inizia a nuotare, perché fa bene alla crescita, le dicono mamma e papà. Per la figlia però diventa qualcosa di più. Dal Club Ronchiverdi si sposta alla Sisport Fiat, ora Sisport, per tre anni. Approda poi alla Rari Nantes, dove tutt’ora si allena.

Carlotta nuota e si confronta con tutti gli altri. Solo grazie ai genitori e all’allenatore nazionale ha iniziato a competere nel nuoto paraolimpico. All’inizio indecisa, si è fatta convincere poi  dalle papabili qualificazioni in gare internazionali. Il suo talento va oltre i confini dell’ipovedenza tanto che ha sempre gareggiato in categorie di normodotati. Non si è mai sentita da meno nei confronti dei suoi avversari e la vittoria nazionale dei Campionati Italiani ne è la prova. Ci vuole altro peer fermarla. É accaduto gradualmente che la vista se ne andasse. Carlotta non si ricorda neanche come fosse prima. Ogni tanto la mancanza di decimi si fa sentire, da molto vicino o molto lontano, ma niente di insuperabile. Libri digitalizzati sul portatile e il problema sparisce.

Che la campionessa di Muncalè sogni le Olimpiadi, è probabile. Di certo, Carlotta non è fatta per stare dietro una scrivania. Il suo futuro è in vasca, ma solo a patto che si raggiungano dei risultati. Non bisogna buttare via la propria vita. Coscienziosa, determinata, intelligente, Carlotta non smette di allenarsi neanche d’estate. Ci sono i Campionati a Roma fra poco e sa che non ci si può adagiare sugli allori o montare la testa. Ha fatto due record del mondo, ma il giorno dopo era già in vasca. Bisogna allenarsi per farne altri. Carlotta lo sa e continua a nuotare. Stesso costume, stesso stile, nuova vittoria.