• venerdì , 20 ottobre 2017

Perchè non può esistere un ingegnere fruttariano

di Stefano Barbero

Lo sterminio degli ebrei è paragonabile al quotidiano macello di animali e  vegetali” è solo una delle incredibili affermazioni dei fruttariani. Incredibile proprio perchè (per fortuna) solo loro lo credono. Questi vegani radicali scelgono di escludere dalla dieta qualunque forma di vita cibandosi unicamente di frutta: il loro intento è diventare melariani e smettere anche di bere acqua assumendo nutrienti dalle sole mele.

Questa scelta è frutto di conturbanti convinzioni antiscientifiche: l’uomo sarebbe frugivoro e avrebbe cominciato a nutrirsi di carne per necessità durante le glaciazioni, quando gli alberi di melo non producevano frutto, due zucchine e un avocado conterrebbero tante proteine quante una bistecca, i semi tossine per difendersi dai predatori. La loro arte è la “carpotecnia”, che consiste nell’imitazione di ricette tradizionali con l’utilizzo della sola frutta. Analizzando una pizza di farina di platano si può ottenere il succo di questa ideologia: uno dei simboli del nostro paese, conosciuto e apprezzato per la sua essenzialità, viene copiato e snaturato senza diritto.

Il fruttariano crede di essere esperto in qualunque campo, elabora la propria opinione infondata e propina al mondo il risultato. Un atteggiamento da “tuttologo” che può rivelarsi pericoloso per la salute altrui non è ancora il massimo: si arriva ad augurare la morte di bambini ritratti in fotografie dove mangiano una bistecca. La contraddittorietà è lampante visto che l’obiettivo del cambiamento di dieta sarebbe la ricerca di una migliore condizione psicofisica per tutti, ma i più tenaci sostenitori infondono imperterriti anche nei propri figli la dottrina. Così avvengono ricoveri di bambini malnutriti.

La presunzione di conoscere meglio degli esperti ciò che sia giusto o meno fare può essere una strana conseguenza di un utilizzo scorretto di libri e web. Le librerie pullulano oggigiorno di manuali di cucina e biografie di chef, nascono blog di appassionati cuochi che condividono casalinghe realizzazione culinarie molto più sane dei piatti fruttariani che sono più introvabili di un ago in un pagliaio. Chi sostiene di ottenere su Internet abbondanza di prove a favore del fruttarismo sicuramente tace riguardo alle miriadi di certezze riguardo a diete varie come quella Mediterranea, tanto ambite e ricercate da chi non ha potuto seguirle. Si pensi a periodi segnati dalla guerra dove si mangiava con ciò che si aveva a disposizione o si moriva di fame, chi li ha vissuti insegna ai fruttariani che solo i figli del benessere concepiscono idee tanto lontane dalle necessità umane.

I fruttariani nati senza il problema dell’alimentazione lo creano per arroganza e desiderio di visibilità. Infatti anche le manifestazioni pubbliche organizzate contro i “carnivori” sono un esempio di odio verso l’uomo e disinformazione e non di amicizia per gli animali come loro sostengono. I fruttariani criticano persino il frigorifero: “Non serve se non si conservano cadaveri”, e questo è un segno della inversione di marcia che intraprendono. “Non so con quali armi verrà combattuta la terza guerra mondiale, ma la quarta sicuramente con la clava” diceva Einstein, e lo confermano queste teorie demolitrici della società. Il progresso è sempre stato legato alla risoluzione dei problemi: chi non è in grado di comprenderli ne crea di nuovi proponendo la propria visione contorta della situazione. L’ingegnere invece è la figura che per eccellenza risolve i problemi creati da altri, ed è probabilmente l’unico antidoto al “tuttologismo” fruttariano e non, che confonde umano con vivente, evoluzione con decrescita.