• venerdì , 20 ottobre 2017

Meeting 2017

di Margherita Scalon

E’ iniziata domenica 20 agosto la XXXVIII edizione del meeting di Rimini, che quest’anno ha come titolo una frase tratta dal poema “Faust” del poeta, scrittore e drammaturgo tedesco Johann Wolfgang von Goethe, che recita: “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. Questo titolo invita a riflettere su questioni che nel frastornante trambusto quotidiano (“Il logorio” come lo definisce Buzzati) spesso possono sfuggire. Così durante questa settimana, che si concluderà sabato 26 agosto, piena di incontri, testimonianze e spettacoli, si è invitati a riportare l’attenzione sui grandi interrogativi dell’Uomo, cercando le risposte nella storia e facendo nostre le questioni che hanno toccato il genere umano fin dalla sua creazione.

In questo cambiamento d’epoca, di cui noi siamo i protagonisti, con il continuo sviluppo tecnologico-scientifico che quotidianamente ci investe e ci sovrasta senza che noi riusciamo a stargli dietro, troppo spesso e con troppa facilità tendiamo a dimenticare ciò che ci ha preceduto. Ma non è possibile vivere senza memoria. Come si può infatti comprendere il presente senza comprendere il passato, e tanto meno come si fa a stare davanti ai tragici fatti che in questi ultimi tempi stiamo vivendo, se non abbiamo neppure un’opinione degli eventi storici che hanno portato a questo. Il tema del meeting di quest’anno ci invita a ricordare che Dio ha voluto condividere la nostra storia, come ci dice Giovanni: “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Rischiamo di dimenticarci dello sguardo d’Amore e Misericordia che abbiamo incontrato, e che un tempo ci ha conquistati fino a farci suoi. Se ci scordiamo di questo Incontro che un giorno ci ha colpiti perdiamo il nostro punto fisso in mezzo a questo caos quotidiano, rischiamo di lasciarci trascinare nel vortice di cose materiali e futili che lì per lì sembrano soddisfare il nostro desiderio di compimento, che però immancabilmente risulta inappagato. Come dice sant’Agostino: “Hai fatto il nostro cuore inquieto, finché non riposi in Te”.

L’unico modo che abbiamo di ritornare a quel primo incontro è farlo attraverso l’esperienza di testimoni che da duemila anni rinnovano attraverso le loro vite quello stesso sguardo che abbagliò Saulo sulla via di Damasco, e che oggi noi siamo invitati a riscoprire nell’esperienza del meeting attraverso gli organizzatori, i volontari (molti dei quali ragazzi delle superiori e dell’università) e i partecipanti a questo evento annuale. Proprio per questo desiderio di riscoperta un primo gruppo di amici alla fine degli anni ’70 decide di portare a Rimini l’amore per tutto ciò che è vero, buono e bello; da qui durante l’ultima settimana di Agosto, da ormai 38 anni, si raduna il cosiddetto “popolo del meeting”, come lo definiscono i media, persone provenienti dal tutto il mondo che vanno al meeting spinti dal desiderio di bellezza, verità e giustizia.

Il Cardinale Parolin, segretario di Stato, in attesa di intervenire nella giornata conclusiva del meeting, augura a tutti i partecipanti di poter vivere lo stesso incontro che fecero duemila anni fa gli apostoli, perché ognuno di noi faccia proprio lo sguardo che ha conquistato i nostri padri, e che è la nostra eredità.