• venerdì , 20 ottobre 2017

Ufficio Reclagni

Apparecchi ortodontici e mamme d’accompagnamento a vista d’occhio. Non per l’ultimo modello di Barbie o per il ritorno di High School Musical sulle scene. Ma per lei, oggetto di studio dai grandi di Harvard e dai piccolissimi di tutto il mondo. Ieri, a Milano, Chiara Ferragni dall’inconfondibile cafonaggine bionda, è stata causa della bolgia in via Capelli, all’altezza persino di quelle dantesche. Ad attirare la gioventù non è stato il negozio della fashion blogger, ma la fashion blogger stessa. Ed è anche giusto così: bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. In questo caso, il suo infinito successo. Di conseguenza, gli arditi e ingenui, che hanno sperato di strisciare la propria carta di credito, ieri non ci sono neanche arrivati vicini.L’ironia della sorte e della maleducazione però, arriva quando, l’oggetto stesso del desiderio abbandona il suo store, ribadisco suo e non di vattelapesca, dopo neanche mezz’ora. Oltre al molto sudato danno, anche la beffa. Che si conclude velocemente alle sei e mezza con un semplice cenno dei bodyguards. Il negozio è chiuso, andate pure a casa. Non serve una laurea in economia, la Ferragni dovrebbe saperlo, per capire che Grand Opening rimanda ad un che di spaziale. Alle nozze di Cana della moda. Non al mercato domenicale di paese. Ma a far ribollire il sangue nelle vene é l’interesse mascherato della influencer. Che, per definizione, trascina e indirizza le menti delle giovanissime. E in questo caso, verso il baratro della superficialità di una realtà fittizia. Sui social, parla di un legame forte con la schiera di seguaci adoranti. Poi nella realtà li tiene lontani come la peste. Lei nel suo cubo di cristallo e il resto del mondo fuori. Solo un vetro a dividerli. La bestia dal pubblico, o gli animali dalla spettatrice? Non esiste più un confine fra finzione e realtà, fra sentimento vero ed uno costruito. La realtà digitale si è sovrapposta a quella fatta di carne e sangue, creando confusione nelle menti più influenzabili. É tutto nelle mani di queste fiere glitterate. Se la prossima generazione sarà fatta di animali in cattività e da palcoscenico o menti razionali e pensanti. La giornata di ieri sicuramente è stata un passo in più. Verso l’impero luccicante della non curanza.