• sabato , 18 novembre 2017

Primini: le nuove storie

Come ogni anno il professor Di Ciaula ci diverte ideando e scrivendo brevi storie con i cognomi dei nuovi arrivati.

AIUTIAMO LA POPOLAZIONE SIRIANA
1^ scientifico A

 

 

“Bisogna invertire la ROTTA” esclamò il vescovo CROSETTO a tutti i parroci, diaconi, CHIERICI, riuniti AVONDET, in Francia, per trovare nuove forme di aiuto per i profughi SIRIANNI che fuggivano dalla guerra civile. “Possiamo forse fare come PONZIO Pilato lavarcene le mani e inviare sempre e solo ipocriti messaggi di CORDEGLIO alla diocesi di Damasco? Io,” disse sempre più infervorato,” MENEGOZZO del silenzio del governo, piuttosto prendo il mio scalcagnato furgone Fiat MARENGO, lo carico di frutta, mele, PERETTI, monto su qualche materasso e un BRANDINO o due e mi tolgo tutti i SASSETTI dalle scarpe, scendo TABASSO e vado di persona in medioriente”. I cugini Letti, MARLETTI e MICHELETTI, entusiasti dettero la loro disponibilità ad accompagnarlo: “ YAYA” urlarono in tedesco poiché lo avevano studiato nel convento di MUSIZZANO. Padre COLUCCI, che in questi frangenti si nascondeva sempre, anchequesta volta si era imBOSCARATO, ma scosso da un empito di partecipazione, alzò la mano ed affermò:”vescovo le mandi, MANDILE il denaro raccolto nelle chiese, se mancano degli euro ARRO’tonderò io coi miei risparmi”. Fu subito abbracciato da suo nipote, prete anch’esso, che in lacrime gli disse: “ questa volta hai proprio fatto GOLZIO!”

 

MENTRE ANDAVA A SCUOLA
1^ scientifico B

 

Era quasi giunto al MERCATO, quando si accorse di aver scordato la CATELLA nell’ANDRIONE del palazzo dove abitava. Incontrò mentre tornava, i due amici BERTO,LINO che gli chiesero dove stesse andando. Lui gli spiegò il fatto e loro, ridendo, gli dissero che si vedeva chiaramente   che era innaMORATO. Li salutò e di buon passo raggiunse la LOGGIA dalla quale si saliva ancora per raggiungere il BOGGIO SELLA, e da lì il MONTUORO così chiamato per le miniere da dove un tempo si estraeva il prezioso metallo. Un piccolo GATTO, MIGNONE (‘) pensò, gli attraversò la strada e si andò a nascondere dietro un PILONE della luce. “Scommetto un MILONE che ora farà con lo zampino uno SCAVINO per poi fare la pipì.” E così il felino fece. Continuò a camminare verso scuola quando ebbe come un VELARDOCCHIA, infatti una goccia di pioggia lo centrò sulla cornea. “PIOVANO” pensò; “prima lì il cielo era chiaro MOLINERO”. Si rifugiò in un bar, ordinò un caffè, VERGNANO naturalmente, ed una fetta di torta PASQUALINO. Salutò il suo amico BALANSINO, un tipo affabile, alla mano, veramente CORDIANO. Questi si offrì di accompagnarlo per l’ultimo tratto poiché aveva un grande ombrello contrassegnato da un BOLLINO giallo, così, gli disse, nessuno glielo poteva prendere per sbaglio.

 

L’APPARTAMENTO NUOVO
1^ scientifico C

Era il mese di AGOSTEO, l’aria era calda, stagnante e un po’ BIGNANTE. CZIKE PAPOTTI aveva da poco comprato casa e organizzò una festa a cui partecipò il MONDO intero. Era un ragazzo veramente in GAMBA, forse un po’ GUASCOne, molto generoso. Vestiva semplicemente senza fronzoli né BELLETTI. Arrivati gli amici, aprì la porta di casa che fece un rumore tremendo: WANG! L’ingresso era molto accogliente, davvero un BELLUSCIO, la cucina era piccolina ma con una BELLIN SALARIN da pranzin; le pareti scure, una tinta BRUNERI, piacquero molto all’amico architetto GARRONE. In un’altra stanza dipinti sui muri in primo piano, i MUSSETTI e i visini GAI di molti animali felici. Molte piante d’arredamento perché, amava dire, che da un piccolo ZEME può nascere un albero maestoso. MINUCCIANI, un caro amico piuttosto in carne, urtò un vaso mandandolo in frantumi: “sei il solito bue” lo rimproverò RIZZI, l’avvocato campione italiano di MORRA. “BUEMI ?” si adirò. “Ritira quello che hai detto BRIA oppure ti spacco la faccia!” Fortunatamente era pronto il rinfresco e tutti si dettero una calmata.

 

IL PINGUE RISTORATORE
1^ scienze applicate

Andrea aveva ultimamente preso qualche chilo di troppo e per questo motivo gli amici lo chiamavano ANDREONE. Aveva, coi suoi soci MANTOVANI, aperto un ristorante a PAVIA che andava per la maggiore. La sua specialità più rinomata era l’OLIVA ALFURNO, che molti altri BRAVI chef avevano provato a copiare senza riuscirci. Non bisognava certo essere un AQUILIO d’intelligenza per cucinare bene, ma occorreva soprattutto molta ostinazione. In cucina a lavorare erano in sette con SARGIOTTO; nel periodo delle vacanze DE PASQUALE, si aveva il PICCO di camerieri. I fissi erano i tre fratelli Elli: BONELLI, GIACOMELLI e LAVATELLI. Abitavano sui POGGI tra le frazioni di MUSSO ODDONE e MAZZETTA GUARRO, piccoli agglomerati urbani tra cespugli e ZOLLI d’erba, stalle piene di PALIERI, luoghi ameni dove Raimondo RAMONDINI faceva rigare dritto suo zio che nel passato, aveva avuto qualche guaio coi carab inieri: “RIGAZIO se no il tenente BERTOLONE ti sbatte di nuovo in galera”. L’inverno faceva molto freddo e il ghiaccio e la GHIAZZA rendeva impraticabili molte strade di quel paese che aveva visto nascere il poeta LEONARDI, coevo del Leopardi e, il BEJAN, pittore surrealista del secolo scorso, MANASSERO lì anche tutti i LOIACONO i più ricchi commercianti della zona.

 

INCONTRO TRA AMICI
IV ginnasio A

L’appuntamento era fissato a COGNO, in Val d’Aosta, in piazza EMPRIN, vicino allo SPITALE pediatrico. Il primo ad arrivare fu MARCOZ, un tipo che viveva in una baita di MONTAGNANI da solo col suo cane NADDEO, un POLDERMAN gigante; quindi giunse l’amico di Udine, un FURLAN grande e grosso che tutti prendevano in giro perché ad ogni referendum che veniva indetto, lui votava sempre sì, poiché, diceva, PERINO c’è sempre tempo. Arrivò presto anche la TROISI, una strana signora che camminava con a fianco sempre una GALLINA e che scansò un ricovero in manicomio solo grazie alla legge BASAGLIA. Con la sua rombante FERRARIS arrivò anche Aldi, il grande consumatore di estathé FERRERO, infatti dopo il TEALDI, poteva fare qualunque cosa gli venisse richiesta come l’arrivare puntuale agli appuntamenti. Andarono quindi tutti nella chiesa principale dove si CANTAMESSA ancora in dialetto patois sotto la direzione dell’anziano don SCOGLIETTI. Lì si salutarono con tanto affetto.

 

IL SEGUITO SI SAPRÀ
IV ginnasio B

Sotto le navate DEL PONTE si sentì l’urlo del soldato di guardia, un toscano di Siena che gridò a squarciagola: “PERIOLO, periolo”! Ci volle un attimo a capire che era un allarme e subito dopo un forte rumore e delle scie luminose, solcarono il cielo. “TORAZZI” disse con grande flemma ENRICI BAIONetta in canna. “MACRI’ può averli lanciati? Vorranno mica prenderci in CASTAGNA?” Esclamò DRIGANI rappresentante dei tzigani, il quale aveva sempre degli ZOCCALi ai piedi ed era noto come il burlone della compagnia. “EMPRINo luogo bisogna avvisare il RE” disse il capitano D’ONOFRIO “e affidarsi alla protezione della Madonna”. Così pur se stretti stretti, PIGATI come sardine, declamarono tutti una potante ave MARIAN. RUFFA, l’addetto alle comunicazioni, mise un biglietto alla zampa del pappagallo TRUCANO che aveva sostituito nel servizio il piccione viaggiatore che si chiamava ANDREOSE, andato in pensione proprio il giorno prima, VIERI, per raggiunti limiti d’età. IL resto alla prossima puntata.