• venerdì , 15 dicembre 2017

The Place: il luogo del male

“Tutti noi desideriamo qualcosa, ma fin dove ci spingiamo per raggiungerla?” Domanda molto difficile, alla quale il film The Place tenta di dare una risposta, raccontando una realtà piuttosto curiosa. Un uomo misterioso (interpretato da Valerio Mastandrea) seduto sempre in un bar, è in grado di esaudire ogni tipo di desiderio, a patto di svolgere un compito da lui assegnato. Tutto molto bello, se non fosse che questi incarichi sconfinano nell’orrore. Le persone sono così costrette dai loro sogni a macchiarsi di mostruosità.

I malcapitati che chiedono sono parecchi, anzi troppi: una suora che per ritrovare Dio deve rimanere incinta, un cieco che per vedere deve violentare una ragazza e così via. “C’è qualcosa di terribile in ognuno di noi, e chi non è costretto a scoprirla è molto fortunato.”

Chi sia l’uomo del bar non si sa, la sua identità rimane sconosciuta. Un venditore di felicità che poi viene considerato un mostro, ma non è così; si limita a nutrire i mostri. Dà opportunità che tirano fuori la parte più raccapricciante presente nei personaggi, in ognuno di noi. E’ così che il regista Paolo Genovese svela il punto debole dell’uomo: il desiderio.

Il bar dove si svolge l’intero film

Il fascino di questo lungometraggio si nasconde dietro al mistero del destino. Storie tutte connesse tra loro rispecchiano una visione cristiana della vita attraverso il tema del libero arbitrio, la scelta dell’uomo di fronte al bene e al male. Forse è proprio questo lo scopo del film, far capire come il male si possa nascondere anche dietro al raggiungimento del più bel sogno e come sia facile cadere nel suo tranello.

Un capolavoro che va oltre gli schemi classici del cinema, come il suo predecessore “Perfetti sconosciuti”. The Place conta su un’unica ambientazione – un bar, dove si svolgono e si intrecciano le vicende dei personaggi -, dialoghi accesi e stimolanti e un finale che lascia senza parole. Ideale per chi è in cerca di novità.