• lunedì , 25 giugno 2018

Il miglior film natalizio di sempre

Ci chiediamo spesso da dove sia nata la concezione ormai comune del detto”A Natale siamo tutti più buoni“, del cosiddetto Spirito Natalizio. La risposta viene data da un libro divenuto ormai un classico della letteratura inglese (e mondiale) “Canto di Natale” di Charles Dickens.

La storia narrata in questa breve novella parla di un vecchio avaro, Ebenezer Scrooge, che viene dipinto come “il peggior uomo sulla faccia della Terra” (descrizione simile al Ser Ciappelletto boccacciano), che non si cura d’altro che di soldi, non ha affetti familiari e non ha un solo amico in tutto il mondo; nella notte della Vigilia di Natale, Scrooge riceve la visita di tre fantasmi: quello dei Natali passati, dei Natali presenti e dei Natali futuri. Questi fanno capire all’avaro che, se non farà del bene per qualche altra persona al mondo, morirà solo e dimenticato (si ricorda la famosa frase “Nessun uomo è inutile se può alleviare il fardello di un altro uomo“). Così, all’indomani, Scrooge diventa un uomo totalmente diverso, entrando nel vero spirito del Natale e imparando ad essere più altruista e filantropo. Infatti, aiuta la famiglia del suo impiegato Cratchit e, in particolare, il figlio malato Tim, per il quale fu “come un secondo padre“.

La morale della favola è che non è mai troppo tardi per cambiare, nemmeno per una persona in età avanzata e che non ha mai compiuto del bene in vita sua. Questo libro ha avuto diverse trasposizioni cinematografiche: ad oggi abbiamo 11 trasposizioni della novella sul grande schermo. L’ultimo risale al 2009, sotto produzione Disney, completamente girato in CGI (Computer Graphic).

Da questi dati si può facilmente capire che un ennesimo remake della pellicola sarebbe risultata monotona e scontata. Così, da un’idea del regista Bharat Nalluri, viene partorito il suggerimento di raccontare non la novella di Dickens, ma la sua vita nel periodo della scrittura del “Canto di Natale”. Così, dal 22 dicembre del 2016 sono cominciate le riprese; Dickens è interpretato da Dan Stevens e Scrooge da Christopher Plummer. Il film è uscito il 21 dicembre di quest’anno e ha subito incontrato i favori della critica: su una stima di 100 critici, 82 ne hanno dato una recensione positiva.

Analizzando il film, si può notare come la storia sia, all’apparenza, semplice e mite, tipica del cinema natalizio. Tuttavia, con il succedersi delle scene, vi è una particolare attenzione per lo stato d’animo di Dickens, dal blocco dello scrittore al rapporto con il padre. Inoltre le difficoltà editoriali e i motivi politici, quali il continuo confronto con i titolari di case lavoro del suo tempo favorevoli allo sfruttamento minorile. Tutto questo delinea l’immagine di un Dickens geniale e tormentato: un dissidio interiore che riuscirà a sconfiggere solo portando a termine il suo “Canto di Natale“.

Seppur non una commedia, il film offre alcune scene esilaranti, che fanno sorridere volentieri. Seppur non una tragedia, il film fornisce scene di profonda riflessione e commiserazione nei confronti dei personaggi. Insomma, il film oscilla fra la bellezza e la serenità del Natale e i problemi della vita di tutti i giorni. Si deve aggiungere la bellissima regia di Nalluri, che usa la tecnica dello “sfondo” tarantiniana, dove, in un discorso fra due personaggi, quando vi è un cambio di interlocutori, non è l’inquadratura che si sposta, ma sono i personaggi che vengono messi sullo sfondo sgranati, per favorire l’interlocutore che sta intervenendo in primo piano. Bella anche la fotografia eccelsa della Londra vittoriana tanto vivace quanto cupa a causa dell’inquinamento per l’industrializzazione e impeccabile l’interpretazione degli attori, Dan Stevens su tutti.Si può così senza dubbio reputare “Dickens: l’uomo che inventò il Natale” uno dei film natalizi più belli di sempre.

Voto: 9. Consigliato vivamente; film per tutti. “E, come disse il piccolo Tim, ‘Che Dio ci benedica tutti quanti'”.