• lunedì , 12 novembre 2018

La lettura tra mondo visivo e crescita dell’individuo

La quantità di immagini che vengono condivise ogni minuto attraverso i social network supera le decine di migliaia. Mai come oggi, nella storia, l’uomo ha decso di mettere a disposizione di tutti il proprio privato, dando vita ad una vera e propria “civiltà dell’immagine“, in cui l’espressione narcisistica del proprio io attraverso il ritratto non è più a disposizione di poche persone, ma di tutti. Anche i quotidiani e i periodici, considerati dei veri e propri “templi” della scrittura e della lettura, si sono adeguati, affidando il racconto di importanti fatti di cronaca, come gli sbarchi di migranti nel Mediterraneo o le proteste dei centri sociali a Torino prima delle elezioni del 4 marzo, non solo alla “penna” di un famoso giornalista, in grado di stimolare una riflessione dopo la lettura di un articolo, ma anche ad una fotonotizia, capace di stimolare forti reazioni ed emozioni nel lettore, che, in questo modo, diventa anche una sorta di “spettatore” del fatto.

La lettura, dunque, sembra essere un’attività sempre meno apprezzata, derubricata a passatempo come gli altri da buona parte del mondo occidentale, che si informa soprattutto attraverso i social e che si affida sempre più ad audiolibri per “leggere” i propri autori preferiti, sottraendo alla lettura di un libro la capapcità di estraniare il lettore dalla realtà che lo circonda. Sembra  essere finito, dunque, il tempo in cui gli appassionati, come il personaggio letterario di Bastian, protagonista della “Storia Infinita” di Michael Ende, cercano un luogoisolato dove godere indisturbati delle loro letture preferite. Oggi, al contrario, è molto più facile imbattersi in lettori che, armati di cuffiette e smartphone, ascoltano un audiolibro mentre si dedicano ad un’altra attività, come rispondere alle e-mail ricevute.

Gli scontri fra centri sociali e polizia a Torino. Un evento raccontato più con le immagini che con le parole da molte testate italiane

 

Sembra essere smarrito, dunque, il valore sociale e culturale della lettura, destinata a diventare sempre di più un passatempo per ristrette élite in grado di acquisire adeguati supporti elettronici o, in un futuro che non sembra più molto remoto, veri e propri “servi lettori”, robot destinati a questo compito, immaginati da Isaac Asimov in un suo racconto.

Non Mancano, tuttavia, gli studi e le ricerche che dimostrano il contrario, attribuendo ancora un forte valore sociale e formativo alla lettura. Innanzitutto, è interessante notare che, nonostante la forte contrazione di vendite di quotidiani di tutto il mondo occidentale, il numero di copie di romanzi venduti sia stabile (in Italia è leggermente in calo ma, almeno per ora, non si sta assistendo ad una emorragia pari a quella dei quotidiani). Anche se alla lettura non viene riconosciuto un ruolo predominante nei processi di informazione, dunque, essa viene considerata ancora un prezioso cibo per l’anima, o comunque un’attività che “merita” tempo ed attenzioni, anche in una società iperattiva e ossessionata dall’idea di avere poco tempo a disposizione come quella attuale.

Il grafico mostra come, in percentuale, siano aumentati i lettori di narrativa in Italia a discapito degli altri generi

La lettura, inoltre, apporta notevoli benefici anche al nostro cervello. Lo dimostra una ricerca condotta da un team di neurobiologi, guidato da Nathalie Phillips, che ha svolto un esperimento utilizzando degli studenti dell’Università di Stanford (la stessa per cui il team ha svolto l’indagine) come “lettori-cavia”. Durante la lettura del romanzo “Mansfield Park” di Jane Austen, gli alunni erano sottoposti ad una risonanza magnetica. Nella maggioranza dei casi, i ricercatori hanno osservato che il flusso sanguigno al cervello dei “lettori-cavia” era aumentato, obbligandoli, secondo Phillips, a utilizzare “funzioni cognitive coplesse e multiple”. Questo processo era verificato sia durante una lettura attenta e concentrata che durante una lettura più rilassata e meno puntuale.

La lettura, dunque, fa bene allo spirito, ma anche al nostro corpo: Non bisogna dimenticarne, inoltre, il valore sociale e pedagogico. Oggi, infatti, si assiste al preoccupante fenomeno dell’analfabetismo di ritorno, ossia a ad un vero e proprio inbarbarimento culturale che porta molte persone, tra cui anche una percentuale di coloro che hanno compiuto studi superiori, a non essere più in grado di comprendere il significato di un testo proprio a causa della disabitudine a leggere, che li riporta ad una condizione simile a quella degli analfabeti. E’ chiaro che è impossibile per queste persone partecipare in maniera consapevole alla vita politica e civile del proprio Paese, scegliendo in maniera giudiziosa e attemta i propri rappresentanti nel mondo delle istituzioni, allontanandosi da movimenti radicali ed evitando di condividere “fake news” sui propri profili social. La lettura, dunque, riveste una funzione sociale importantissima, dal momento che, sia pure indirettamente, ricopre il ruolo di baluardo contro la nascita di una civiltà priva di pensiero critico proprio in quel mondo Occidentale che si ritiene più avanzato rispetto a luoghi dove, paradossalmente, è ancora diffusa una vera e propria forma di analfabetismo di massa nelle fasce più povere della popolazione.

Infine, è impossibile dimenticare il valore estetico della lettura. Spesso, come un mantra, si sente dire che “leggere è utile e fa bene”, ma questo è vero anche perchè la lettura è un’attività “bella”, in grado di portare colui che la pratica ad una dimensione più alta, che gli consente di apprendere qualcosa quasi senza rendersene conto. Il dialogo fra Antigone e Creonte messo in scena da Sofocle in una delle sue tragedie più famose, ad esempio, è più efficace, più di qualsiasi saggio che tratta il rapporto fra legge positiva e legge naturale,  nel descrivere i sentimenti di un individuo posto di fronte ad un bivio che lo obbliga a scegliere fra obbedienza alla patria e onore per i propri cari.

La lettura, dunque, è uno splendido viaggio che, passando dalle sterminate radure della Terra di Mezzo solcate dalla “Compagnia dell’Anello” ai bassifondi di Parigi in cui si trova costretto ad indagare il commissario Maigret, consente al lettore di scoprire qualcosa di nuovo su realtà sconosciute o sulla mente umana, ma soprattutto di comprendere qualcosa di più su di sè.

 

 

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