• mercoledì , 21 novembre 2018

Il Salice incontra Marina Lomunno

Un insolitamente uggioso pomeriggio di aprile ha fatto da sfondo all’incontro della redazione del Salice con la giornalista de “La voce e il tempo” Marina Lomunno.
Non una semplice conferenza, ma un dialogo, in cui gli aspiranti giornalisti hanno potuto condividere l’esperienza di una delle penne più importanti di questo settimanale, con cui oramai da tempo esiste una collaborazione nell’ambito della esperienza Scuola-Lavoro.


Inevitabile confrontare – strizzando spesso l’occhio alla nostra Lucia Caretti che lavora per La Stampa– le differenze rispetto ai grandi quotidiani : ritmi diversi e possibilità di approfondire gli argomenti sul cartaceo, ma senza tralasciare alcuna notizia sul sito online.
La Lomunno non nega però la preferenza per il settimanale e ci rivela che i suoi migliori colleghi sono un fidato vocabolario e la sua agenda. Come Oriana Fallaci considera il giornalismo dei quotidiani quasi opprimente, senza tregua, definendolo una “cintura di castità”, e alla luce di ciò si spiega bene il motivo per cui in precedenza ha rifiutato un incarico nella redazione del quotidiano a Milano preferendo rimanere a Torino e seguire il settimanale.


Certo, non è semplice lavorare per il giornale dell’Arcivescovo, ma un passato da scout e il giusto ambiente famigliare la hanno indirizzata verso questa strada.

Il cuore dell’incontro è stato il difficile e controverso tema del “giornalismo libero”.
Partendo dal presupposto che ogni giornale ha la sua linea editoriale in base a cui viene data una certa chiave di lettura, “La voce e il tempo” rispetta la visione e gli ideali della Chiesa, ma ciò non vuol assolutamente dire che le notizie vengano date mentendo o alterando la verità.

Così come La Stampa sceglie di dedicare più o meno spazio a determinati argomenti, così La Voce e Il Tempo lo fa con altri, e propone articoli in linea con la Weltanschauung cristiana.


A questo punto sorge spontanea una domanda…il giornalista si pone mai dei problemi di coscienza?
Il rapporto con la direzione di un giornale non è spesso semplice, qualche volta gli incarichi affidati non sono sempre aderenti al proprio modo di vedere la vita o il singolo problema ma occorre sempre affrontare il lavoro con professionalità e serietà, mantenendo “la schiena dritta” ma anche considerando che qualcun altro al nostro posto farebbe in ogni caso l’articolo, in caso di rifiuto.  Costanza e passione, dunque, anche se questo vuol dire insistere e non darsi mai per vinti, come quella volta in cui la nostra giornalista ha dovuto letteralmente inseguire Don Domenico Ricca per convincerlo a prendere parte alla stesura di un libro.


L’ultima preziosa attività dell’incontro ha visto la redazione studiare la rassegna stampa della notizia che ha scosso l’opinione pubblica negli ultimi giorni – la registrazione all’anagrafe di una bambina figlia di due mamme su delibera del sindaco Appendino  – per notare lo spazio e il taglio con cui ogni giornale a seconda della sua linea editoriale si è espresso sull’argomento, a proposito del quale anche la Chiesa ha una posizione molto decisa.

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