• mercoledì , 18 luglio 2018

La nuova frontiera delle fake news

Le fake news, come ben si sa, sono un fenomeno che sta purtroppo prendendo piede nella società moderna. In particolare nel mondo giovanile. Nell’incontro tenutosi al Salone del Libro, Daniele Aristarco ha proposto la sua visione su questo delicato tema nel suo libro “Fake non è vero ma ci credo”. Secondo lo scrittore la menzogna, in quanto capace di attirare l’attenzione è connaturata all’uomo. Aggiunge poi che le notizie false vengono costruite e diffuse per orientare sottilmente le nostre scelte. Questo ovviamente può causare favoritismi politici e condizionamenti sociali.

Sempre secondo l’autore del libro le fake news funzionano grazie ad un meccanismo che presuppone una propensione dell’uomo al bisogno di bugie. Ne è un esempio lampante la leggenda del mostro di Lockness. Il famoso racconto sottolinea come dietro a una favola si possa generare un background di ricercatori, giornalisti e curiosi e fomentare un mercato che avvampa dietro a una falsità. Ovviamente il mostruoso mito, anche se datato a qualche anno fa, può essere annoverato tra le bufale. Non da meno sono le notizie riguardo agli ufo, che negli ultimi hanno visto una gran diffusione.

Continua poi parlando sulle pratiche magiche diffuse nel nord America e di come a questi metodi vengano conferiti effetti lenitivi e curativi. Ma effettivamente, la guarigione è più questione di autosuggestione che di vera magia. Le persone quindi devono essere in grado di distinguere le notizie vere da quelle fallaci. Quindi apre la questione Internet. Se da una parte a scuola l’errore è corretto dagli insegnanti così che non venga più commesso, navigando in rete lo sbaglio può rivelarsi fatale. Se si sbaglia non si può più tornare indietro.

Inizia poi un breve discorso sullo smascheramento delle bugie e propone qualche metodo per raggiungere questo obiettivo. Partendo dalle antiche usanze romane sulla bocca della verità giunge fino al progresso scientifico del ventunesimo secolo, tra le cui scoperte risalta la macchina della verità. Ma neanche questo metodo scientifico che si basa su sensori percettivi, quali il controllo del pulso cardiaco o quello sulla sudorazione, funziona in maniera impeccabile. La soluzione da lui presentata parla di una necessità. Quella di avere fiducia gli uni negli altri. Questo può essere considerato un inizio per debellare il problema fake news, oltre ovviamente ad una maggiore attenzione e ad un’analisi più critica della notizia da parte del lettore.

 

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Sullo stesso tema, qualche mese fa, “il Salice” aveva stilato il seguente articolo: http://ilsalice.liceovalsalice.it/2018/01/17/bufale-e-come-evitarle/. Una piccola guida su come scampare alla subdola attrazione di queste capziose notizie e come riconoscerle.