• giovedì , 20 settembre 2018

Il classico vive i Greci

Il sole tramonta alle spalle del pubblico e lo spettacolo inizia, una storia che si ripete: tutti seduti sui gradoni bianchi e lisci del teatro, Siracusa è pronta a stupire di nuovo.

Durate l’anno il professore Gardino ha proposto ai suoi allievi una nuova iniziativa, un’antica meraviglia, andare in Sicilia per assaporare il gusto del teatro greco.

Studenti della prima e della seconda classico hanno abbracciato l’idea e il 14 giugno alle quattro e mezza del mattino il gruppo è partito da Valsalice alla volta di Siracusa. Decollo a Milano, atterraggio a Catania, e poi in autubus sino ad Ortigia.

Arrivati in hotel e decise le camere il gruppo si è diretto alla fonte Aretusa.  Lì il professor Gardino ha spiegato le origini della città sicula, dopo le domande i ragazzi hanno potuto decidere dove andare a mangiare e in pochi non hanno mangiato piatti tipici.

Il gruppo si è successivamente buttato nell’acqua cristallina del mare e ha passato il pomeriggio in spiaggia. Di sera, invece, dopo una breve introduzione al teatro greco e agli spettacoli, si è andati tutti in un ristorante e poi tutti in hotel.

Colazione alle otto e un quarto, poi zaino in spalla fino al parco archeologico di Siracusa. Il sole sugli spalti, una leggera brezza e mille pensieri: ecco gli studenti alla vista del teatro. Sono saliti sui gradoni e hanno ascoltato la spiegazione riguardante gli spettacoli guardando la scenografia con occhi affascinati.

Dopo essere saliti nella part più alta per godere della magnifica vista il gruppo è sceso per andare a sentire l’eco dentro l’Orecchio di Dionosio,

Pranzo in centro città e visita del duomo, poi di corsa in camera per scappare alla pioggia. un pomeriggio bagnato e fresco per preparare l’animo caldo al primo spettacolo.

Una camminata di poco più di trenta minuti e tutti seduti con lo sguardo pronto a stupirsi. Mani ferme appoggiate su quell’antica pietra, vibra il teatro, vibrano i massi, vibrano tutti i sensi degli spettatori al rullo di tamburi che indica l’ingresso degli attori della rappresentazione  “Ercole” . Uno spettacolo innovativo che vede le donne  come protagoniste,  piacevole e scorrevole, ma con alcuni movimenti non totalmente compresi della critica.

Altro tempo libero dopo cena e divertimento, a letto presto, tutti pronti per un’altra giornata pena di impegni e di novità.

Tutto preparato nei minimi dettagli. colazione alla solita ora,  poi con i piedi caldi per una lunga camminata. Tra le labirintiche strade di Ortigia, successivamente lungo il bordo della collina e l’occhio sul mare fino ad un grande spiazzo con un vista straordinaria. Pausa foto e ammirazione, tutti con il fiatone e il sorriso, meraviglia e stanchezza.

Ancora pochi passi in salita e finalmente dentro alla latomia detta ” dei cappucini”. Una cava, una prigione, infine patrimonio dell’Unesco . La natura con il suo verde rende fresco questo ambiente, una volta spietato con il suo caldo, usato come carcere dai Siracusani. Una visita nella storia di una dura pietra.

In mattinata visita anche alla chiesa di san Giovanni e alle catacombe. Il gruppo ha seguito compatto la guida dalla prima all’ultima parola.  prima di uscire dal luogo gli alunni sono andati a visitare la cripta di san Marciano.

Dopo pranzo tutti al mare, cielo azzurro su acqua blu. Una spiaggia pietrosa e un sole debole che dopo un’ora viene ricoperto di nuvole. Tutti in hotel, pronti per una nuova camminata, pronti per un nuovo spettacolo. La tragedia questa volta è ” Edipo a Colono” . Ancora più gente, ancora più attesa. Una rappresentazione emozionante, standing ovation da parte dei testimoni di una prestazione commovente degli attori. Tutti a riflettere dopo un meraviglioso “show”.

L’ultima serata si conclude con una passeggiata finale dalla piazza centrale fino all’hotel. Felicità per l’esperienza e tristezza per la sua fine.

Sveglia, colazione veloce poi in autobus fino all’aeroporto di Catania. un ultimo saluto alla Sicilia e alla sua storia. Un arrivederci alle emozioni che solo il teatro greco può suscitare in qualcuno. 

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