• lunedì , 12 novembre 2018

Gli ultimi saranno in primi (e viceversa)

di Gregorio Pavesio

I Mondiali di calcio sono sempre un evento spettacolare che mai nega grandi emozioni ed infinite sorprese. Quest’anno, però, si stanno indubbiamente spingendo oltre ogni aspettativa. Basti pensare alla fase di qualificazione, triste episodio per le sorti italiane. Sono infatti passati ormai sessant’anni dall’ultima assenza della nazionale italiana dalla Coppa del Mondo. Inoltre tutte le 210 federazioni affiliate alla FIFA sono state ammesse al processo di qualificazione e tutte si sono registrate ai preliminari, cosa che non era mai successa nella storia della Coppa del Mondo. Rappresentano una sorpresa anche molte delle partite della fase a gironi che hanno visto l’affermazione di squadre che nessuno avrebbe mai immaginato potessero andare tanto lontano. Ha fatto poi rumore la fragorosa caduta di molti giganti.

In mezzo a tutte queste sorprese v’è però un qualcosa di fisso, un evento che si è ripetuto in forme simili fra loro più e più volte. I Tedeschi, che vinsero l’edizione scorsa dei Mondiali, sono stati colpiti dalla “maledizione dei vincitori” e potranno partecipare alle prossime partite solo come spettatori dovendo inoltre sopportare l’onta di essersi fatti superare da tutte le altre squadre del loro girone.

Gli episodi più recenti di squadre colpite dalla “maledizione” coinvolgono per prima la Francia che, dopo aver battuto in finale il Brasile nel Mondiale del 1998, uscì ai gironi nel 2002. Il Brasile interruppe momentaneamente la serie uscendo ai quarti nel 2006 dopo aver vinto nel 2002. Poi l’Italia che ottenne un grande successo nel 2006, ma chiuse ultima nel girone con Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda ottenendo solo due punti nel 2010. Stessa sorte anche per la Spagna, campione nel 2010 e uscita ai gironi nel 2014.

Sicuramente il ripetersi di questo evento è del tutto casuale, ma permette di capire molte cose, non solo in ambito calcistico. Insegna infatti che i cicli si chiudono in fretta, spesso nall’arco di un quadriennio, e ripetersi è praticamente impossibile.

Forse questa serie di poco felici eventi potrà insegnare qualcosa anche ai prossimi vincitori che forse impareranno a non dormire troppo sugli allori e ripenseranno prima di ogni allenamento e di ogni partita alle tragiche cadute di coloro che hanno occupato il posto di campioni prima di loro. 

Stupore. Ecco qual è la parola chiave che da sola spiega gran parte di questa serie di sconfitte. Bild, uno dei maggiori quotidiani tedeschi, decide di mettere in prima pagina due parole, le stesse che aveva già scelto di utilizzare dopo la leggendaria partita della Germania contro il Brasile di quattro anni fa durante la quale i Tedeschi avevano segnato ben sette goal. Le parole scelte sono “Ohne worte”, in tedesco “senza parole”.

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