• mercoledì , 18 luglio 2018

Lassù qualcuno ci guarda

di Cecilia Vergnano

4 aprile 2014: il satellite Sentinel viene lanciato in orbita. Dopo 16 anni di studi e di preparazione, viene dato effettivamente inizio a Copernicus, conosciuto in precedenza come GMES (Global Monitoring for Environment and Security), il programma di osservazione satellitare della Terra. Sentinel-1 è il primo dei 7 satelliti attualmente in orbita ad essere stato lanciato. In previsione per i prossimi anni i lanci di altri 13 satelliti, come ha affermato Joahann Wornerm, Direttore Generale dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea).

L’Unione Europea si vede protagonista di una grande cooperazione spaziale che va avanti da cinquant’anni. Ed è grazie a questo programma che si può parlare anche di leadership europea nell’ambiente. Vent’anni fa nasceva sulle rive del Lago Maggiore, a Baveno, questo progetto che ha come scopo quello di salvaguardare l’ambiente. Infatti sia le Sentinelle che le “missioni partecipanti” (macchinari di sostegno ai satelliti) sono dotati di radar, altimetri e altri strumenti attraverso i quali si rilevano e si elaborano i dati ricevuti dalla Terra. Questi satelliti ci controllano ma non ci spiano, anzi ci danno informazioni fondamentali per la sopravvivenza del nostro pianeta. Sempre di più negli ultimi anni la Terra sta vivendo gli effetti del surriscaldamento globale ma grazie a questo progetto si potrebbe trovare una soluzione.

Come afferma la direttrice del programma, Simonetta Cheli: “L’Italia ha un ruolo fondamentale in questo progetto: oltre ad essere uno dei fondatori è anche il terzo contribuente più importante tutt’ora”. Nel 2008 infatti l’Italia ha finanziato 120 degli 831 milioni di euro forniti dalla Commissione Europea per l’aumento del segmento spaziale del programma. Ad oggi la somma di denaro utilizzata dal progetto ammonta a migliaia di milioni di euro.

Copernicus ci aiuta ad essere consapevoli delle condizioni ambientali del nostro pianeta. I Sentinels in orbita forniscono monitoraggio atmosferico, dell’ambiente marino e del territorio permettendo la gestione di eventuali emergenze per mantenere la sicurezza. Molti dati sul cambiamento climatico, sul buco dell’ozono, sullo scioglimento dei ghiacci, sulla temperatura dei mari o sulla qualità dell’ambiente e dell’aria arrivano da Copernicus, che infatti permette a tutti di consultare e utilizzare i dati che ricava.

Entro il 2030 questo progetto potrebbe fornire 48000 posti di lavoro e sempre entro questa data potrebbe garantire la produzione del 27% dell’energia mondiale prodotta tramite centrali idroelettriche ed eoliche.

Tutti i satelliti sono costruiti secondo sei tipologie che trattano ambiti diversi: i Sentinel-1  vengono usati per produrre delle onde radar; i Sentinel-2 si occupano dell’osservazione multi spettrale, sono cioè satelliti ottici; i Sentinel-3 sono specializzati in oceanografia e si occupano anche della parte terrestre; i Sentinel-4 monitorano le componenti atmosferiche; i Sentinel-5 si trovano più vicini alla terra ( infatti sono detti a bassa orbita) e si occupano del monitoraggio della composizione chimica dell’atmosfera; i Sentinel-6 (modello che verrà mandato in orbita per il 2020) studieranno le superfici delle acque, mari e oceani.

La realizzazione di queste Sentinelle è stata affidata a un’azienda franco-italiana (Thales Alenia Space) e un’azienda tedesca (Astrium).

Il programma Copernicus è l’arma giusta per combattere i problemi ambientali che stiamo attraversando e per salvare la Terra, la nostra casa. Perché le condizioni attuali del pianeta sono critiche e non si tratta di dibattiti ideologici ma di cruda realtà.