• venerdì , 19 ottobre 2018

Oltre il confine

di Federica Aimone

1985. “Back to the future” icona del cinema degli anni Ottanta, compare per la prima volta nelle sale. Lungometraggio fantascientifico. Viaggi nel tempo, sofisticati strumenti tecnologici e naturalmente non potevano mancare le macchine volanti. Il futuro però non solo si è rivelato diverso (come spesso accade) ma anche decisamente più surreale. Oggi, 2018, possiamo addirittura dire di essere in grado di resuscitare i morti. Sebbene l’affermazione possa sembrare non soltanto ambigua ma anche facente parte delle famose “fake news”, James McCully, scienziato del Beth Israel Deaconess Medical Center, conferma che è tutto vero. Ovviamente non si è in grado di riportare in vita chiunque in qualsiasi momento. Ma sono state effettuate delle operazioni d’urgenza subito dopo un infarto grazie alle quali il cuore del paziente in questione è “resuscitato”, è tornato a battere.

 

Se una delle più grandi sfide dell’umanità è scoprire ed esplorare lo spazio, entità affascinante ma distante e misteriosa, l’altra è indagare sulla complessità del corpo umano, vicino ma ancora sconosciuto. E così come si è raggiunto Marte, anche la medicina è andata ben oltre i confini: modifiche genetiche di un embrione ancora a livello di agglomerato di cellule, fecondazione assistita. Ma anche la morte ha i suoi seguaci: eutanasia e aborto sono diventate pratiche diffuse per quanto remino  contro ogni istinto di sopravvivenza.

Sicuramente il detto “meglio prevenire che curare” viene seguito alla lettera dal momento che non si ha letteralmente il tempo di nascere che i possibili difetti genetici vengono eliminati. Da questo punto di vista il progresso ha portato a risultati spettacolari. Il problema sorge quando la richiesta di una modifica a livello embrionale non riguarda più la salute ma, per esempio, l’aspetto fisico. Non sono ancora stati condotti esperimenti in questo senso su embrioni umani ma è probabile che il passo non sia poi così lungo. Potrebbe capitare che la natura, finora considerata grande creatrice, venga surclassata dalle macchine. I famosi “bambini ordinati on-line”. 

Grande è la sfiducia umana nella “forza generatrice“ dell’universo e di pari passo va la presunzione di avere pieno controllo sulla propria vita.

Creare e distruggere a proprio piacimento non è più una questione riservata a Dio (o chi per lui). La curiosità umana e i successi che si porta dietro spingono a sconfinare in territori delicati ed è difficile capire quando il desiderio di conoscere deve lasciare il posto al buonsenso.

 

Essere in grado di fare qualcosa non da il permesso di compierlo e tantomeno lo giustifica. In ambito medico sicuramente è necessario porre dei limiti in particolar modo se si gioca con la vita delle persone. Sembra che quest’ultima non abbia più alcun valore, crearla o distruggerla è questione di secondi. È necessario invece dare grande importanza a ciò che si possiede, la vita è un’opportunità, per alcuni un regalo e non è nostro compito manipolarla, ma sfruttarla al meglio. In questo senso risulta ambiguo come la scienza posso aiutare. Se da un lato si prende troppe libertà dell’altra dà grande speranza.  Guardando al passato si possono trovare grandi trionfi della medicina sulle malattie che affliggevano la società e ci si aspetta un eguale prestazione nel futuro. Ma la brama di scoprire porta verso strade pericolose e si rischia di rompere equilibri già di per sè instabili. E dunque necessario se non imprescindibile tener conto di ogni rischio o conseguenza cui si va incontro sconfinando in luoghi che dovrebbero essere preclusi. Altrimenti si potrebbe avere un brusco risveglio.

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