• venerdì , 14 Dicembre 2018

Incubo per la patria della classicità

È stata settimana di terrore per la Grecia. La notte tra il 23 e il 24 luglio è stata scenario di un incendio che ha assediato Atene.

In sole 24 ore sono bruciati quasi 50 roghi intorno alla capitale greca, provocando svariati morti e feriti. Rafina, cittadina tra le più distrutte insieme a Mati, ha visto oltre 100 vittime e 1500 abitazioni distrutte.

Molte delle vittime, intrappolate dalle fiamme, hanno tentato di salvarsi buttandosi in mare, ed è li che alcune sono state trovate morte a largo delle coste di Artemida. Solo il primo giorno sono stati salvate circa 700 persone dalle guardia costiera.

Continuano i riconoscimenti dei corpi da parte delle famiglie mediante il DNA. Le operazioni di riconoscimento dureranno ancora parecchi giorni, dal momento che quasi l’80% dei corpi delle vittime sono carbonizzate.

Il premier greco Alexis Tsipras dopo aver indetto tre giorni di lutto nazionale, si è assunto la piena responsabilità per l’accaduto. Secondo il ministro Toskas ci sono elementi che fanno pensare che gli incendi siano di origine dolosa.

Alcuni testimoni hanno riportato una certa “negligenza” da parte dei soccorsi. Pare infatti che per le prime ore della tragedia non vi era un piano di emergenza, nessuna traccia di vigili del fuoco per più di due ore  sotto Maratona. Molti si sono salvati per “fortuna”. Il portavoce del governo ha replicato a questa accuse dicendo che la tempestività con cui l’incendio è progredito non ha permesso ai soccorsi di intervenire.

 

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