• giovedì , 20 settembre 2018

Il centesimo resta fuori

Situato nel cuore del paese Monte Castello  di Vibio, in Umbria, il Teatro della Concordia è il più piccolo del mondo. Solo novantanove posti suddivisi tra palchi e platea, ideato dunque a misura dei cittadini che scrissero “ la civiltà non si misura né a cubatura né a metri quadri”

 

Fu fatto costruire dalle famiglie influenti del paese per il loro divertimento, chiesero al maestro falegname di costruire 9 palchi su due ordini, uno per ogni famiglia. Nessuno era il proprietario di un palco specifico ma, in nome della “Concordia”, ogni mese scalavano di uno.

L’intero teatro è dipinto dalla famiglia Agretti. Prima Cesare che pitturò i palchi raffigurando in quello centrale le mani che si  stringono in segno di concordia. Dipinse e donò al Teatro anche il fondale scenico che raffigura la vista di Monte Castello di Vibio in quel periodo.  Cesare, molto affezionato al paese, nel 1892 mandò suo figlio Luigi, appena quanttordicenne, da La Spezia per finire il lavoro. Affrescò il soffitto e il foyer, nel quale scisse “Salve ameno colle, nostra patria”.

Nel  settembre del 2002 viene emesso, dalle Poste Italiane, il francobollo del Teatro della Concordia, primo teatro storico dell’umbria a riceverlo.

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