• mercoledì , 21 novembre 2018

Raccontare la (non) accoglienza

Sono 3 i relatori Domenico Quirico,  giornalista de “La Stampa” e inviato di guerra, Ugo Lucio Borga, fotografo, scrittore e inviato di guerra, e Maria Teresa Martinengo, cronista de “La Stampa” che hanno tenuto la conferenza “Raccontare l’accoglienza” svoltasi giovedì scorso all’ ex borsa valori di Torino.

In un’epoca dove tutto scorre velocemente ognuno può avere la propria visione sul tema dei migranti, basata su fatti e numeri. Molte volte queste credenze sono diverse dalla realtà.

Essere accolti in un paese in conflitto vuol dire che c’è qualche persona che mette a rischio la propria vita per aiutare qualcun’ altro a non essere ucciso e a raccontare quello che succede nel proprio paese; qualcosa di totalmente diverso dalla nostra visione che mette in discussione la possibilità o meno di salvare delle persone in mare, mettere in gioco la vita di uomini, bambini e famiglie.

Secondo Quirico fino ad ora è stata raccontata la non accoglienza o il “respingimento”, infatti ” l’Italia sta vedendo la crescita esponenziale di cittadini che su basi inesistenti odiano e non danno ospitalità  ai migranti, con una mentalità ferma ai primi anni del ‘800 “.

I giornalisti seguendo e aiutando i migranti cercano di farli diventare, attraverso le storie, veramente umani da semplici numeri: si è ottenuto il risultato opposto. La battaglia della migrazione è stata definitivamente persa, adesso si lavora sull’estetica della migrazione (intesa come le foto e i video dei migranti che soffrono, viaggiano, …). Si cerca di raccontare l’orrore attraverso foto e video in un epoca che lo rifiuta.

Durante il viaggio per arrivare in Europa lo stato d’animo del migrante si trasforma completamente, basti pensare che la durata media varia dai 3 ai 5 anni. In quel lasso di tempo l’anima del migrante diventa l’abbandono di tutto ciò che era  e si trasforma in qualcosa di nuovo. Il viaggio cancella tutto ciò che era prima, da uomo vecchio a uno completamente differente, segnato dalla sofferenza e dalle varie prove che durante il percorso gli vengono sottoposte.

Il vero problema è che il rapporto con il migrante non deve essere impostato in termine di bontà. L’ingresso deve essere assolutamente indiscriminato. Essi hanno il diritto, in quanto uomini, di entrare in Italia e andare in Europa in base alla dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo.

 

Sin dagli anni 80-90 l’Italia non è mai stata un paese veramente accogliente. Gli è convenuto ostacolare l’entrata sia dal Nord Africa sia dai paesi dell’Est Europa principalmente a causa della politica, che, per guadagnare voti e potere non considera questo problema e fa di tutto per evitarlo (basti ricordare che alla fine degli anni 90 a Torino sono stati distrutti molti degli edifici precedentemente destinati alla regolarizzazione dei campi Rom).

L’accoglienza per l’Italia non è uno sforzo impossibile. Il costo medio per immigrato è basso, circa di 35€ +2,50€. I primi vengono dati dallo Stato all’ associazione la quale ospita, gli altri vengono dati al giorno direttamente alla persona.

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