• domenica , 20 Gennaio 2019

Parliamo di HYGGE

Ogni lingua possiede parole che semplicemente sono intraducibili perché troppo immerse nella cultura del luogo. Per esempio il termine tsundokoin giapponese può essere tradotto al meglio come “il costante acquisto di libri senza mai davvero leggerli”; oppure la parola in lingua bantu hanyauku, che ha lo specifico significato di “camminare a piedi nudi sulla sabbia”. 

Ragionamento analogo si può applicare alla parola danese HYGGE. Termine già difficile da pronunciare per tutti i popoli la cui lingua non deriva dal ceppo delle lingue germaniche (ma la dizione di questo termine è il problema minore), infatti è cogliere il significato profondo di cosa significhi davvero l’hygge compito non così facile come può sembrare.

Innanzitutto, bisogna partire dal presupposto che l’hygge non sia un elemento singolo, ma uno stile di vita. Nonostante il terribile e gelido tempo atmosferico e un ingente quantitativo di tasse da pagare, la Danimarca è considerato dall’ Happiness Research Institute il Paese più felice del mondo, in parte proprio grazie a questo stile di vita.

Per chiarire il motivo della loro felicità è stato prodotto un vero e proprio “Manifesto dell’Hygge” composto di 10 elementi:

  1. ATMOSFERA: le luci sono fondamentali per il popolo danese; mancando loro la luce del sole a causa della loro posizione geografica, si rivela di importanza fatale aggiungere luci di origine naturale in casa. Non mancheranno quindi candele o caminetti in una casa danese doc.
  2. PRESENZA: la giornata lavorativa di un Danese dura molto meno che in molti Paesi europei proprio per dare la possibilità alle famiglie di godere la compagnia comune che è molto valorizzata. Bisogna esserci fisicamente, ma soprattutto mentalmente e ciò implica molte volte di dover spegnere il telefono e vivere il momento.
  3. PIACERE: vivere al freddo porta a consumare più calorie. Per questo ogni leccornia è benaccetta, preferibilmente calda; per loro la dieta inizia il prossimo lunedì.
  4. UGUAGLIANZA: anteporre il “noi” al “me” è un principio cardine dell’ hygge; d’altronde “sharing is caring” come si suol dire.
  5. GRATITUDINE: essere grati per ciò che si ha, porta ad apprezzarlo almeno il doppio.
  6. ARMONIA: non c’è nessuna gara, i Danesi tendono ad apprezzare le persone molto in fretta e soprattutto detestano chi si vanta per i propri risultati.
  7. COMFORT: bisogna mettersi comodi, tutto ruota intorno al relax e ad una filosofia di vita serena. Un luogo confortevole può davvero fare la differenza.
  8. TREGUA: questo punto rispecchia la nostra regola del galateo per la quale a tavola non si parla di politica, soldi e salute onde evitare discussioni inutili che rovinerebbero l’atmosfera.
  9. SOLIDARIETA’: costruire rapporti è fondamentale per gli abitanti della Danimarca e il migliore fattore di predizione di felicità sono proprio le relazioni.
  10. RIFUGIO: la casa deve essere un posto di pace e sicurezza dal momento che gran parte della giornata viene passata proprio all’interno di quelle quattro mura.

In questo periodo, in cui viene naturale immedesimarsi nei cittadini di Copenaghen a causa delle basse temperature raggiunte anche nella nostra città, iniziare con una buona dose di hygge sicuramente non guasta. Prendere quindi coperte e cioccolata calda da condividere con le persone più care deve quindi diventare una buona abitudine per entrare nello spirito hygge.

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