• venerdì , 19 Aprile 2019

Il Portogallo di Francesca

Francesca Ciabatti, ex allieva del Liceo Classico a Valsalice, sta partecipando al programma Erasmus e sta frequentando le lezioni di medicina a Lisbona. Noi del Salice l’abbiamo intervistata per saperne di più.

Come si svolge la tua giornata tipo ora che stai studiando a Lisbona?

Dipende molto dal periodo. All’inizio del semestre al mattino vado in ospedale a fare tirocinio, mentre al pomeriggio, dopo essere tornata a casa, esco e vedo gli amici e di solito facciamo dei viaggi, come ad esempio andare a fare surf al mare. Quando invece si avvicina il periodo delle sessioni, al pomeriggio mi fermo a studiare nelle aule studio del’ospedale. Ogni sera c’è qualcosa da fare: molto spesso le associazioni per gli Erasmus organizzano degli eventi, come le jam session o serate a tema internazionale, per fare in modo che i rappresentanti dei vari paesi possano condividere con gli altri qualcosa della loro cultura.

La facoltà di Medicina di Lisbona

Per quanto riguarda lo studio, che cosa porti di Valsalice all’Erasmus?

Sicuramente il ritmo di studio serrato e la volontà dei professori di spronarci a dare sempre il meglio di noi in ogni cosa mi ha aiutato ad affrontare questa esperienza, cioè lo studio della medicina all’estero e in un’altra lingua. Da questo punto di vista penso che Valsalice mi abbia preparata nel modo giusto alla vita, sia dal punto di vista scolastico, per riuscire a gestire la pressione dell’università, sia dal punto di vista umano, poichè mi ha insegnato a non farmi spaventare da ciò che è diverso da me. Oltre a ciò anche il metodo di studio e la capacità di gestire le emergenze e lo stress sono state fondamentali per affrontare l’università, e il Liceo Classico in particolare mi ha aiutato ad aprire la mente.

E invece rispetto al rapporto con gli altri studenti?

Sicuramente l’aspetto della condivisione. Valsalice cerca di fare in modo che ogni classe sia unita e che si crei un legame anche con i professori, quindi punta molto al coinvolgimento da parte dello studente, mentre in altre scuole non è così. Infatti ho notato che la differenza tra me e gli altri compagni di corso (Erasmus e non) è il riuscire a condividere in maniera migliore e l’essere più spinti verso l’altro.

Per la tua visione del futuro credi che Valsalice ti abbia aiutato?

Assolutamente. Penso che se sono diventata ambiziosa e fiduciosa nelle mie capacità sia stato grazie all’ambiente stimolante di Valsalice, in un periodo cosi critico come l’adolescenza. Tutti i miei professori hanno sempre avuto fiducia in me e mi hanno spronata a migliorarmi ogni giorno, e credo che se non fosse stato così non avrei fatto le stesse scelte. Quindi, guardando indietro, sceglierei di nuovo Valsalice.

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