• martedì , 17 Settembre 2019

Edoardo Pagano, il più giovane di sempre ad un mondiale di canottaggio

di Pietro Ruffatti Vitrotti e Filippo Berruto

E’ del Valsalice il più giovane di sempre ad aver partecipato ad un mondiale di canottaggio under 23, si chiama Edoardo e sta costruendo sulla sua passione una vera e propria carriera che, dai presupposti, sembra tutt’altro che fittizia.

Che cos’è per te il canottaggio?

In questo momento è ancora un passatempo ma sta diventando, in piccolo, quasi un lavoro. Ho iniziato a praticare questo sport in seconda media perché ma l’avevano consigliato dei miei compagni che non ringrazierò mai abbastanza per avermi permesso di inserirmi in questo fantastico mondo del canottaggio, dove non ti annoi mai e sei sempre in compagnia.

Come fai a conciliarlo con lo studio e la scuola?

Facendo canottaggio sette volte a settimana, non è facile stare al passo in ogni materia, ma grazie ad un costante attenzione in classe ed un ora e mezza di studio a casa, riesco ad equilibrare passione e dovere. Non sono però assenti sacrifici, è infatti difficile che riesca a vedermi con amici durante la settimana. La scelta del Valsalice mi ha comunque aiutato in questo; infatti, se non fossi andato dai salesiani, la mia seconda scelta sarebbe stata il Galfer, dove avrei sicuramente fatto fatica ad equilibrare studio e sport.

Com’è l’alimentazione del timoniere?

Di solito normale, ma quando ci sono gare bisogna bere di meno e sudare di più, per perdere acqua e quindi peso; quanto a cibo, molto spesso si mangia pasta.

Sei il più giovane di sempre ad aver partecipato ad un mondiale under 23, com’è stato?

Non mi aspettavo la convocazione, quindi è stata un’emozione fortissima, ma anche una stranezza vedere tutti gli altri timonieri di venti o più anni in competizione con me, appena tredicenne. Comunque respirare l’aria della nazionale è stata per me una grandissima emozione e poterla rappresentare in una gara così importante come il mondiale ancora di più. Quest’esperienza mi ha insegnato tanto anche perché ho gareggiato in modo differente rispetto a come ero abituato sotto alcuni aspetti: dal timonare un 8 composto da quindici/sedicenni sono passato a timonarne uno di ragazzi di 23 anni; quindi un’andatura diversa e dei target molto diversi, mi sono dovuto abituare.

Perché hanno scelto proprio te per il mondiale?

Di solito vengono scelti i timonieri che vincono più gare, e noi quest’anno le avevamo vinte tutte: dall’inverno sul Po, a Febbraio, fino ai Meeting, delle competizioni nazionali che servono per farsi appunto notare dagli allenatori della nazionale ed essere quindi convocati a incontri internazionali.

Quali sono i tuoi idoli?

Sicuramente i quattro di coppia che quest’anno hanno vinto il mondiale, sono veramente bravi e ho anche avuto il piacere di allenarmi con qualcuno di loro.

Quali sono stati invece gli avversari più forti che tu abbia mai affrontato in gara?

Sicuramente l’otto under 23 americano che ha fatto il record mondiale, noi siamo arrivati settimi, ma a solamente sei secondi da loro, quindi è stato un ottimo risultato.

Qual’è il tuo prossimo obiettivo?

Sicuramente arrivare a fare una buona gara ai prossimi Meeting per riuscire a partecipare ai mondiali del 2019 in America. L’Olimpiade la vedo abbastanza irraggiungibile come timoniere, più che altro a causa del peso; i timonieri infatti anno tutti una struttura fisica piccola e magra, e si aggirano intorno ai 55 kg; io ci sto al pelo già adesso quindi penso, e spero, di crescere prima dell’Olimpiade. Voglio comunque provare a costruire su questo sport la mia carriera, anche se per farlo dovessi abbandonare il timone e iniziare a remare; nel caso in cui lo facessi sarebbe comunque difficile arrivare alla prossima Olimpiade ma per quella dopo chissà…

Torino è una capitale del canottaggio a livello mondiale, essendoci molte società importanti, qual è la tua?

Io vado all’ Armida, dove mi trovo molto bene e che bene o male dà sempre filo da torcere alle altre 4 società importanti di Torino: Caprera, Esperia, Cus Torino e Amici del fiume. Bisogna anche dire però che io sono stato fortunato; infatti le società vincono a seconda della annate e di chi le frequenta, e quest’anno abbiamo vinto molto.

Per finire, hai qualche aneddoto divertente da raccontarci?

Sicuramente è sempre divertente il consueto taglio di capelli pre-gara per scacciare la sfortuna; una volta in particolare, mentre a me avevano tagliato la “L” di “Lanzino”, all’altro timoniere avevano quasi completamente rasato i capelli.

Perché Lanzino?

Lanzino è il soprannome che mi è stato affibbiato per la forte somiglianza con un mio compagno di società, Lanzavecchia, detto Lanzo.

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