• venerdì , 19 Aprile 2019

Il mestiere dell’uomo è la filosofia.

E’ ora di finirla con il cliché dell’adulto che non ripone alcuna fiducia nella capacità e volontà del giovane. Ormai è evidente che ci sia un grande tentativo, proprio da parte del primo, di coinvolgere masse di giovani uomini e donne in formazione in attività che stimolino la loro curiosità ed inventiva.

Anche se i segnali provenienti da ogni angolo del web, dalle parole dei genitori e dei coetanei o addirittura dal proprio inconscio sembrano sfavorevoli ad un approfondimento o ad una vera e propria carriera nell’ambito della filosofia, questo non ha impedito ToKalOn (associazione di studiosi, docenti di scuola superiore, ricercatori universitari e professionisti che propone percorsi volti a promuovere le eccellenze nella scuola italiana) di lanciare e portare avanti per il quarto anno consecutivo l’iniziativa delle “Romanae Disputationes“.

Attraverso questa sfida filosofica a livello nazionale, tutti i licei italiani hanno potuto (e potranno) mettere in gioco delle squadre (da minimo due, massimo cinque studenti) le quali ogni anno hanno il compito di riflettere, interrogarsi e formare un proprio pensiero riguardo ad un determinato argomento; lo spunto di quest’anno è stato il desiderio, o extreme dèsir come lo denominò Cartesio, divenuto il volto e simbolo delle giornate a Bologna svoltesi dopo i diversi mesi dedicati alla stesura della propria tesi filosofica.

La stampa sulle t-shirt ufficiali dell’evento.

Anche Valsalice quest’anno ha fatto il suo debutto: il trio della seconda classico, composto da Giulia Lio, Luisa Gargano ed Enrico Bertinetto, e il trio della terza classico con Luigi D’Auria, Simone Musizzano e Paola Amoruso, capitanati e assistiti dal prof. Bruno, si sono lanciati in questa entusiasmante avventura intellettuale, uscendone tutti quanto più soddisfatti (le pietanze bolognesi, consumate in compagnia, non sono da sottovalutare, e hanno sicuramente favorito un esito così positivo)

Così l’8 e il 9 marzo nell’Alma Mater Studiorum di Bologna si sono riuniti più di 1000 appassionati di filosofia, tra studenti e docenti, per partecipare alle conferenze di personaggi degni di nota come Carmelo Vigna, che ha catturato l’attenzione di tutti i presenti con la dolcezza dei suoi modi e l’intensità delle sue parole (il tempo dedicato alle domande non è stato sufficiente per esaurire i numerosi dubbi e le altrettante curiosità e riflessioni nate dal suo appassionante discorso).

E subito dopo, senza neanche il tempo di riprendersi dai forti stimoli suggeriti dal grande filosofo canuto, si è potuto assistere ad un’altro intervento mozzafiato da parte del filosofo e musicista Pietro Toffoletto. Il chitarrista ha condotto gli ascoltatori in un viaggio metafisico rendendo concetti di teoria musicale anche complessi comprensibili ai più, e offrendo un nuovo e delizioso punto di vista di cui servirsi nel momento in cui ci si volesse immergere in un’opera come il Don Giovanni di Mozart o più semplicemente nella sigla di Narcos (la famosa serie televisiva di Netflix). Uscendo da quella conferenza si aveva acquisito una consapevolezza tutta nuova per il modo di concepire la musica e le parole scelte per accompagnarla ed arricchirla di significato; il tutto accompagnato dalle considerazioni dei grandi studiosi, dalla sua chitarra classica e dal suo ammaliante canto.

Pietro durante una delle sue toccanti esecuzioni.

Dopo quest’altro carico di spunti per future riflessioni e studi i ragazzi presenti si sono suddivisi nelle categorie “junior” (terza e quarta superiore) e “senior” (ultimi anni) per assistere o partecipare direttamente ai dibatti “Age Contra”. Tra i numerosi gruppi iscritti ne sono stati estratti quattro per ogni livello; mentre la prima giornata si è conclusa dopo gli accesi confronti dei ragazzi sulle tematiche “Ha maggiore potere motivante il desiderio o il timore?” e “E’ desiderabile poter soddisfare tutti i propri desideri.”, la seconda è cominciata proprio con lo scontro tra i finalisti del giorno precedente sugli argomenti “desiderare quel che si ha è felicità (S. Agostino)” e “c’è nell’uomo un desiderio naturale di trascendenza?”.

Dopo questo intenso e avvincente inizio della giornata ognuno ha potuto scegliere da sé la breve conferenza a cui assistere e partecipare. Quelle della seconda giornata erano più brevi e specifiche: si poteva seguire un filone più politico, più artistico-cinematografico, più orientativo o di attualità.

Il culmine di queste intense giornate, ma anche del progetto su cui si è lavorato per gli scorsi mesi, è stata la premiazione dei vincitori per la sezione scritti, quella video, e dei dibattiti. Il tutto, preceduto da una conferenza virtuale tenuta da Costantino Esposito, il quale (oltre che con i video pubblicati nel corso dell’anno per approfondire il tema del desiderio secondo i pensieri di Aristotele, Kant, Epicuro, Agostino, Schopenhauer e Spinoza) ha fornito un ulteriore ed, anzi, il finale contributo per completare il ciclo di un’esperienza totalizzante della filosofia resa tangibile, reale, e qualcosa con cui rendere più colme di significato ogni parola, ogni gesto, ogni sguardo ed ogni giornata della nostra vita.

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