• giovedì , 18 Luglio 2019
La struttura organizzativa delle società

La struttura organizzativa delle società

Alberto d’Alcortes nell’incontro al salone del Libro ha parlato della struttura delle società, della crisi d’impresa e dell’ insolvenza attraverso una disamina del mondo attuale per mezzo di concetti e terminologia molto tecnica e per iniziati.

L’esistenza del diritto societario della crisi si è specificato in obblighi analitici per gli amministratori; la commissione Rordorf ha modificato molti emendamenti riguardanti il codice civile nel contesto della legge fallimentare. Fondamentalmente la disciplina concorsuale non è più diretta sotto nessun profilo, ma ha come obiettivo primario la conservazione dell’unità produttiva.

Il legislatore salva le imprese societarie e introduce accanto alla definizione di dissolvenza la definizione della di crisi di impresa; sono indicati anche degli indici che definiscono il grado di difficoltà della società in modo oggettivo. Gli imprenditori hanno l’obbligo di segnalare la crisi all’organismo di opposizione che dovrà trovare attraverso una commissione di esperti la soluzione al problema.

Il diritto societario è stato riformato per individuare il responsabile delle operazioni (come richiesto dalla normativa del codice dell’insolvenza). Il legislatore ha poi modificato l’articolo 2086 (l’imprenditore è il capo dell’impresa) e ha aggiunto un comma (che dice che l’imprenditore ha l’obbligo di strutturare un modello organizzativo contabile che sia adeguato alla grandezza dell’impresa e che tenga conto dell’interesse dell’impresa a prevenire e superare le crisi). 

Dalla modifica dell’inserzione (solo l’amministratore ha la responsabilità di assumere le decisioni delle imprese) sono sorti molti problemi: il perseguire l’obiettivo dei creditori e dell’impresa non segue più l’obiettivo primario (gli interessi sono convergenti e non possono essere uno subordinati uno all’altro).

Nelle S.p.a. i soci hanno un potere autorizzativo rispetto a quello dei gestori, gli amministratori restano responsabili del loro comportamento, in più hanno una responsabilità aggravata rispetto a quella dell’assemblea dei soci.

Il potere amministrativo è diverso da quello di far decisioni che è articolato. Quando i soci fanno delle serie di atti la decisione del socio non si limita a violare il principio dell’autorizzazione ma pone una decisione contrastante alla volontà di chi ha un potere vero di fare una scelta.

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