• sabato , 19 Settembre 2020

Alla conquista della media alta

di Beatrice Mattioli

Il sistema scolastico italiano si basa sul nozionismo, cioè l’apprendimento specifico di un determinato argomento e l’immediato reset di questo una volta terminata la verifica o l’interrogazione. Tutto ciò porta a sottovalutare la funzione di apprendimento allo scopo di raggiungere la cultura, che è una conquista, sostituendo il fine ultimo ad un voto, in pratica un numero. Il voto diventa così il motivo per cui si studia e in base alla media desiderata vengono impiegati più o meno neuroni durante la fase di assimilazione di nuovi argomenti. In sostanza si studia per il voto. La tensione dovuta al raggiungimento di un determinato risultato tende a riversarsi nel rapporto con i compagni. In alcune situazioni si crea una forte competizione addirittura all’interno della stessa classe. In questi ultimi anni in particolare si è diffusa l’abitudine di gareggiare per il voto più alto. 

Probabilmente la colpa di ciò è da attribuire al fatto che i ragazzi colpiti da questo fenomeno fanno parte della “generazione Disney Channel”. A questa generazione appartengono tutti i millennials che sono cresciuti davanti allo schermo di una televisione con abbonamento pagato per sky tv e canale preimpostato su Disney Channel con tanto di blocco bimbo attivato. Il canale tv della Disney promuoveva il mito americano dal momento che la maggior parte delle serie tv erano ambientate negli Stati Uniti. La modalità di istruzione americana considera i voti scolastici di fondamentale importanza al fine di poter entrare a far parte di un college prestigioso. Tuttavia non bisogna dimenticare che il sistema scolastico, ben distante da quello italiano, prevede la frequenza a corsi di diversi livelli e argomenti scelti liberamente dai ragazzi. Si può affermare che “l’high school “ americana è strutturata in preparazione allo studio universitario. 

Non trascurabile elemento riguardo la votazione sono i genitori. Spesso infatti i ragazzi si impegnano per ottenere un risultato positivo non al fine di soddisfare loro stessi ma i propri genitori. Infatti è indubbiamente positivo che un ragazzo si impegni e dia il meglio di sé in qualcosa in cui crede. Questo diventa però negativo nel momento in cui il ragazzo si sente costretto a raggiungere un determinato obiettivo. I genitori talvolta vedono la vita dei figli come la seconda chances per portare a termine ciò che loro stessi non sono riusciti a compiere. 

 Il compito della scuola é quello di formare individui pensanti pronti ad affrontare il mondo. Quello dei ragazzi invece consiste nel cogliere ogni opportunità ed input provenienti dall’istituto stesso o dall’esterno per ampliare al massimo il proprio bagaglio culturale. Sarebbe infatti ottimale se i ragazzi durante la fase di apprendimento anziché pensare al voto si curassero dell’essenza in sé dell’oggetto del proprio studio. 

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