• martedì , 22 Ottobre 2019

Il problema del tradizionalismo

di Leonardo De Rosa

Nel panorama politico odierno si presentano differenti ideologie, tra queste ve n’è una molto pericolosa: il tradizionalismo. Per discernere le sue problematiche è importante innanzitutto definire il tradizionalismo. Esso è una filosofia politica che predilige e tutela gli usi e costumi tradizionali di una cultura.

La storia del tradizionalismo è molto antica, infatti si stima che nacque nel tardo ellenismo come reazione al razionalismo classico; tuttavia si affermò particolarmente dopo la rivoluzione francese nell’età della Restaurazione come un pensiero controrivoluzionario cattolico. La gnosi tradizionalista suggerisce un modello, un paradigma, di vita passato che viene assunto per provato e veritiero. Per questo i tradizionalisti si appiattiscono ad un pensiero ed un insieme di valori precedenti che loro impongono come verità.

Il problema intrinseco del tradizionalismo è proprio qui. Infatti ritenere che la verità sia una, monolitica, e incontrovertibile è un grosso errore che impone una stagnazione del sapere. La verità è stata già annunciata e noi dovremmo quindi solamente seguirla. Nulla di più sbagliato. La storia del mondo ci insegna che ciò che oggi viene preso per vero domani sarà messo in discussione e superato; chi è incapace di accettare ciò continuerà a vivere in convinzioni fallaci e anacronistiche.

Se Copernico fosse stato un tradizionalista del pensiero scientifico si sarebbe accontentato di accettare la teoria geocentrica come vera, e così avremmo perso la rivoluzione copernicana. Nel campo artistico: se Godard si fosse appiattito al pensiero comune non avremmo avuto la Nouvelle Vague, ovvero il movimento cinematografico che ha dato vita al cinema che oggi conosciamo. Gli esempi sono innumeri e sarebbe impossibile elencarli tutti. Nel momento in cui le grandi menti del passato avessero creduto ad una verità già stabilita non avremmo avuto le scoperte, le invenzioni, le innovazioni.

Tutto ciò che siamo oggi è frutto di un avanzamento del sapere dato da una destrutturazione e superamento di credenze precedenti. Nel campo politico il culto della tradizione giova solo a chi lo proclama come vero, non a chi lo accetta. Spesso infatti i politici che sostengono il tradizionalismo traggono solo vantaggio dal fatto che la cittadinanza prenda la loro ideologia come vera e che non sia critica a riguardo. Dire che la verità è una e che bisogna seguirla è molto utile per il politico: infatti ammaestra il popolo a credere alle sue convinzioni che vanno prese come verità assoluta così da creare cittadini cammelli, come li chiamerebbe Nietzsche, che accettano sulla groppa un fardello di credenze facili da accettare. Il politico che mette in discussione i valori promossi dai suoi predecessori dà molto fastidio in quanto crea delle criticità nel sistema. Tuttavia nessuno ha voglia di relazionarsi con quelle problematiche perciò quel politico viene scartato e giudicato come sovversivo. Chi invece si fa portavoce della tradizione sacra e inoppugnabile acquista consenso e diventa un demagogo che aizza la folla con la sua ideologia trita e ritrita.

Umberto Eco nel suo saggio “Il Fascismo Eterno” pone il tradizionalismo come uno degli archetipi del fascismo. Infatti quando il governante detiene la verità e impossibilita un avanzamento gnoseologico impoverisce il popolo del sapere, e in questo modo può governare a suo piacimento. Non è un caso che Nazismo e Fascismo abbiano avuto come punto di riferimento il culto della tradizione. Quest’ultimo conchiude i cittadini in usanze e credenze preesistenti, in modo tale da reprimere ogni altra possibile realtà. Molto spesso gli oppositori del discorso fatto fino ad ora fanno passare i suoi sostenitori come delle persone il cui unico scopo è quello di distruggere il passato per crearne uno nuovo. Anche questa è una convinzione sbagliata. Infatti la storia ci insegna anche che le grandi menti del passato non hanno mai completamente represso le innovazioni precedenti, bensì sono partite da esse per crearne altre. Perciò la risposta al tradizionalismo non deve essere una totale distruzione della tradizione, ma deve essere un pensiero critico su essa, che ne fa venir fuori le problematiche e gli anacronismi così da creare una nuova tradizione che deve solo avere il tempo di essere storicizzata.

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