• martedì , 22 Ottobre 2019

Il fenomeno Salvini

di Davide Tamborrini

Che Matteo Salvini sia da ormai più di due anni uno dei personaggi più in vista, nel quadro della politica italiana, è fuor di dubbio. Salvini funziona e a dimostrarlo sono i sondaggi, oltre che le ultime elezioni europee. Funziona sotto diversi aspetti  a partire da quello mediatico e la sua ascesa verso il successo ha  avuto inizio quando Umberto Bossi ex leader della Lega Nord (oggi Lega) è stato messo da parte dall’attuale leader del partito, ovvero Salvini stesso.

L’affermarsi di un personaggio che molti considerano costruito a tavolino è da attribuire a differenti fattori.

In primis l’assenza di una vera opposizione ha contribuito enormemente a rendere le verità del leader del Carroccio più vere di quello che in realtà sono.

Questa mancanza è facilmente imputabile all’uscita di scena dell’ex Presidente del Consiglio, nonché ex segretario del partito democratico, Matteo Renzi, che lo stesso PD ha voluto mettere da parte. A tutto questo si è poi aggiunto Silvio Berlusconi, che a causa della sua età e del suo passato non certo brillante da Primo Ministro, non gode più della fiducia di coloro che un tempo lo votavano e che ora sono migrati dalla parte del leader leghista. L’attuale vicepremier non ha tuttavia tratto vantaggio solo ed esclusivamente dalle sviste altrui: dietro vi si cela una squadra social al cui vertice vi è Luca Morisi, che dall’insediamento del governo giallo-verde è stato assunto dallo stato insieme al suo team e che costa annualmente ai cittadini 314 mila euro l’anno, circa 1000 euro al giorno.

La comunicazione dell’attuale Ministro dell’interno ha diverse caratteristiche che riguardano sia il linguaggio corporeo sia quello verbale. Rispetto alla stragrande maggioranza dei politici abituati ad usare un linguaggio spesso forbito a molti incomprensibile, il cosiddetto “politichese”, il leader leghista adotta un lessico molto più semplice, in grado di essere compreso da chiunque.

Seconda caratteristica su cui fa leva molto bene è l’idea di spontaneità; siccome è spontaneo allora è sincero. Si tratta di due concetti separati che vengono facilmente fraintesi e associati insieme. In realtà come spesso accade per gli attori, dietro quell’apparente spontaneità vi è una grande preparazione; grazie a quest’ultima, un’emozione provata in un determinato momento può risultare sincera pur non essendolo.

Terza caratteristica della comunicazione di Salvini, che funziona è l’essere sempre dalla parte degli italiani; nei confronti dell’Europa, nei confronti degli immigrati e mettendosi nei panni di un italiano tutto ciò è visto come un qualcosa di molto forte che si radica poi nel profondo.

Altro aspetto fondamentale è  la comunicazione estrema (la stessa usata da Trump) che consiste nel uscirsene con una frase, una dichiarazione molto provocatoria e notiziabile. I media non possono non parlarne, non solo per la carica che ricopre, ma anche perché quell’annuncio porta views traffico e monetizzazione al sito o al  giornale di turno. Tutto questo innesca un meccanismo, dove si continua ad essere sempre sulle prime pagine dei giornali.

Ultima caratteristica di Salvini è di riuscire a fare un contraddittorio senza confronto reale. Non è facile fare un dibattito con Salvini perché se sul contenuto non va bene, sposta l’attenzione dalla conversazione alla discussione e ha vari stratagemmi: inizia a sbuffare mentre l’altro parla, a ripetere continuamente frasi stereotipate. Abbassa volutamente il tono della conversazione e sposta l’attenzione con una contro domanda o con un paradosso.

E questo chiude il cerchio delle sue competenze di comunicazione che ad oggi lo rendono un personaggio difficile da mettere in fuorigioco.

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