• domenica , 15 Dicembre 2019

I diritti negati

di Vittorio Tucci

Il cammino della donna verso l’emancipazione iniziò nella seconda metà dell’Ottocento. Allora la donna non aveva alcun peso sociale e politico, neppure nell’avanzata e liberale Gran Bretagna dove John Stuart Mill fece sentire la sua voce a favore dell’emancipazione femminile nel saggio L’asservimento della donna del 1869,in cui sostiene che l’asservimento di un sesso all’altro sia uno degli ostacoli al miglioramento degli esseri umani.

La coscienza dei propri diritti da parte delle donne, iniziata negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, proseguì negli altri Paesi occidentali dove le donne rivendicavano soprattutto il diritto di voto e il loro cammino verso l’emancipazione proseguì fino alla seconda metà del Novecento quando riuscirono a conquistare spazi nella società, nell’istruzione, nel lavoro, nei costumi, nella famiglia e nei rapporti con il coniuge con il quale ottennero uguali diritti circa il divorzio e l’affidamento dei figli.

1915: From left to right, Mrs James Leeds Laidlaw, Mrs Albert Plimpton, Mrs A Hughston, Mrs Frank Stratton and Helen Rich lead the Manhattan Delegation on a Woman Suffrage Party parade through New York. (Photo by Paul Thompson/Topical Press Agency/Getty Images)

A questo punto sembrerebbe che la donna abbia raggiunto tutti i diritti, tra cui quello di farsi rispettare in una convivenza civile e democratica ma in realtà non é così. Una parte della società, infatti, condanna la donna per aver oltrepassato i limiti imposti dalla tradizione, che la vogliono sottomessa all’uomo. Negli ultimi anni si è verificato anche il fenomeno della violenza nei confronti delle donne, spesso vittime di mariti o compagni che per motivi passionali o a causa di situazioni degradate non esitano a ucciderle. A questo proposito è stato introdotto in giurisprudenza il termine femminicidio.

Le vittime spesso sono a conoscenza dell’indole violenta degli uomini di famiglia ma giustificano i loro soprusi in nome di un falso amore. Spesso la violenza del’uomo crea un senso di autocolpevolezza nella donna che, credendo di essere proprio lei la causa dei suoi mali, non denuncia gli atti di violenza subiti.

Ci sono Paesi dove la violenza sulla donna é considerata normale ed è legittimata dallo stato. E’ il caso dei Paesi musulmani dove vige un regime teocratico e sopratutto le donne sono private di ogni diritto e sottomesse agli uomini di famiglia.

Le donne continueranno a lottare, come dice lo scrittore e giornalista Aldo Cazzullo nel libro Le donne erediteranno la Terra. Egli racconta la vita di tante donne del passato e del presente che hanno contribuito all’emancipazione femminile grazie ai loro ideali e ai loro sacrifici. Queste donne saranno un esempio per le altre che sorpasseranno l’uomo prendendo le redini del comando. Le donne rappresentate da Cazzullo sono sempre donne forti ma sono molto più numerose le donne perdenti, come quelle che non denunciano le violenze subite da parte degli uomini.

La violenza nei confronti delle donne è un tema oggi molto discusso,ne ha parlato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione delle violenze sulle donne il 25 Novembre 2018. Egli sostiene che la violenza sulle donne non è solo un fatto privato ma anche un fatto sociale. Occorre quindi la prevenzione operando una profonda trasformazione culturale: il mondo intero è chiamato ad approfondire la conoscenza di questo fenomeno e ad affrontarlo per combatterlo.

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