• venerdì , 5 Giugno 2020

L’equilibrio del silenzio

Le palpebre serrate, il sangue che scorre nelle vene, il battito del cuore che rimbomba nel petto, il respiro che si fa pesante, le ossa che sfregano contro la cartilagine e le articolazioni che scricchiolano. Sono solo alcuni di quei piccoli sussurri del nostro corpo che diventano rumori assordanti se ascoltati nel silenzio assoluto di una camera anecoica. Il luogo meno rumoroso del pianeta. 

Si trova negli Stati Uniti a Redmond. Si tratta di una stanza costruita in modo tale da ridurre il più possibile la riflessione dei segnali sulle pareti. Viene utilizzata dagli ingegneri di Microsoft per testare i suoni prodotti dai nuovi apparecchi. 

Il rumore di fondo percepibile all’interno di questa struttura è di -20,6 decibel, dati riportati dalla BBC, un valore sorprendente se si considera che l’intensità del nostro respiro si aggira attorno ai 30 decibel.

Una volta che il nostro udito si è abituato, tutto il nostro corpo comincia a produrre rumori inaspettati. Una tale esperienza può far perdere l’equilibrio psicologico e fisico lasciando un segno indelebile nella nostra mente. 

Il record di permanenza nel locale è detenuto dallo scrittore, cultore dei luoghi silenziosi, George Foy che vi è rimasto all’interno per 45 minuti. Dalla sua esperienza è nato il saggio intitolato “zero decibel”, l’autore ha dichiarato che la sua ricerca del silenzio assoluto è destinata a fallire poiché lo si può raggiungere solo da morti. 

John Cage, musicista e compositore statunitense, visitò nel 1952 la camera anecoica di Harvard dove sentì i suoni del suo corpo. Da questa visita nacque la sua composizione più celebre 4’33’’ suddivisa in 3 momenti e riproducibile da ogni strumento. Si tratta di 273 secondi nei quali gli spettatori sono invitati ad ascoltare il suono del loro silenzio interiore.

Uno studio pubblicato sul Journal of Consumer Research dimostra come il silenzio sia un ostacolo alla creatività poiché impedisce il pensiero astratto, che permette il ragionamento fuori dagli schemi, favorito invece da ambienti in cui l’intensità sonora si aggira attorno ai 70 decibel, tipicamente un bar.

Questo dimostra come il silenzio assoluto sia dannoso mentre è semplice pensare che in un luogo come la camera anecoica si possa trovare la pace tanto anelata a causa del caos che caratterizza la nostra vita, rumori eccessivi e inutili che impediscono di vivere con serenità. 

L’11 novembre 1919 per 2 minuti tutti i paesi membri del Commonwealth, a cui si aggiunsero anche altre nazioni, mantennero un intenso e solenne silenzio in ricordo dell’armistizio che pose fine alla Prima Guerra Mondiale. L’idea venne ad Edward George Honey giornalista australiano che lavorava a Londra, il quale scrisse una lettera al quotidiano English News proponendo quella che fu la prima commemorazione ufficiale nella quale il silenzio ebbe un ruolo fondamentale.

A partire da uno spartito musicale nel quale le note e le pause hanno la medesima importanza, poiché senza la prima la seconda perde efficacia, per non parlare di quanto siano importanti le prime parole di un discorso, quelle che pongono fine alla trepidante attesa, il silenzio è fondamentale, se non si finisce nell’eccesso. 

Poiché il silenzio è sia quel luogo in cui ci si rifugia dal mondo esterno sia il luogo da cui si fugge per non dover ascoltare i propri pensieri.

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