• mercoledì , 21 Agosto 2019

Sopravvivere, viaggiare, vivere

“Vivi la vita senza scuse, viaggia senza rimpianti”

Oscar Wilde

L’essere umano è da sempre alla ricerca di chiarezza in modo tale da poter definire i confini e i limiti di tutto ciò che fa parte di lui. Nonostante però la maggior parte di questi dubbi siano tuttora irrisolti, siamo in grado di dare una risposta a uno dei più grandi tabù: cosa distingue il vivere dal sopravvivere?

Sopravvivere implica essenzialmente ciò di cui abbiamo bisogno per non morire, ovvero aria, acqua e cibo. Vivere include, oltre al sopravvivere, la ragione, i sentimenti, la fame di conoscenza. Al giorno d’oggi purtroppo gran parte delle persone si limita allo stretto necessario, ciò di cui si ha bisogno per superare la giornata senza problemi né turbamenti, ovvero sopravvivere.

Dunque si giunge ad una banale, ma veritiera, risposta: ciò che distingue il vivere dal sopravvivere è viaggiare. Si potrebbe pensare che una qualsiasi persona tra quelle di cui abbiamo parlato prima quando va in vacanza in un luogo turistico stia vivendo, nel pieno senso del termine. Non è così.

Il vero viaggiatore non è un turista, non si limita a visitare e immagazzinare informazioni di una determinata cultura per poi tornare alla routine come se nulla fosse. Il vero viaggiatore diventa parte di quella cultura, amico di quel popolo per poi proseguire il suo viaggio in modo diverso, lasciando in quei luoghi una parte di sé e portandosi via una parte di loro. Non ha una routine, è in continua evoluzione, in continua rivoluzione.

Non è uno stile di vita, è la vita.

Viaggiare significa muoversi, non fermarsi mai, ma non fisicamente: chiunque ha bisogno di una pausa. Si intende viaggio anche il percorso interiore che non può finire perché determinerebbe anche la fine della vita e l’inizio della sopravvivenza. Viaggiare non significa scappare, chi scappa da qualcosa poi deve tornare, il tragitto finisce li. Chi viaggia invece è consapevole che non può tornare, la sua destinazione è ignota persino a lui proprio perché effimera.

“Le strade sono state fatte per i viaggi, non per le destinazioni.”

Confucio

Gli sconosciuti diventano amici, ciò che all’inizio hai portato con te non è più necessario, un imprevisto si trasforma in una nuova avventura, ogni passo e ogni battito acquista un valore diverso, Che sia per trovare se stessi o qualcosa di nuovo alla fine il viaggio più bello si chiama vita, e vale la pena partire.

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